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Passeggiata per il Centro di Roma: Le Strade del Rione Trevi

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Negli articoli precedenti abbiamo parlato di famosi rioni storici di Roma e delle loro strade e vicoli più caratteristici. Oggi faremo una nuova passeggiata per le strade del centro di Roma, alla scoperta dei luoghi caratteristici del Rione Trevi, che abbiamo scoperto proprio nel nostro ultimo articolo.

Tra le varie strade, vicoli e piazze che delimitano il Rione Trevi scopriremo Piazza Venezia, Piazza del Quirinale, Piazza Barberini, Via del Corso e altre strade dello storico rione romano. Sarà una nuova occasione anche per fare un approfondimento sulle tante attività che caratterizzano il Rione Trevi, dove potrete trovare tante botteghe, studi d artista e punti di ristoro collegati allo slow food romano e leccornie eno-gastronomiche tradizionali della capitale.

Cominciamo dai primi tre luoghi che caratterizzano il quartiere Trevi in prossimità della Stazione Termini: Largo Santa Susanna, Piazza San Bernardo e Via XX Settembre, mentre abbiamo già parlato delle prime due location nel nostro articolo con l’itinerario chiese barocche romane. Abbiamo infatti già parlato della Chiesa di San Bernardo, ricavata dai resti delle antiche strutture delle Terme di Diocleziano, probabilmente da uno spheristerium (sala per i giochi con la palla), mentre per quanto riguarda Largo Santa Susanna e l’omonima Chiesa di Santa Susanna, sappiamo essere stata costruita sui resti dell’antico edificio romano di epoca imperiale del III secolo, forse il luogo di martirio della santa. Interessante una particolare decorazione in facciata della Chiesa di Santa Susanna, che rappresenta una sorta di anticipazione del tema della facciata sinusoidale borrominiana.

Via XX Settembre (20 Settembre, in numero romano) è la strada che collega Via delle Quattro Fontane al Piazzale di Porta Pia, e prende il nome dalla celebre breccia di Porta Pia avvenuta il 20 settembre 1870 nei pressi di Porta Pia, attraverso la quale i bersaglieri entrarono nella città capitolina ponendo di fatto fine al regno del Papa Re.

 

Spostandoci verso il Quirinale arriviamo alla celebre Piazza del Quirinale, di fronte al monumentale palazzo sede di Papi, re e oggi sede del Presidente della Repubblica Italiana. Il Palazzo del Quirinale fu costruito verso il finire del XVI secolo ma completato nelle sue varie estensioni ampliamenti e giardini solo nel corso del secolo scorso. La Piazza del Quirinale è dominata dal grande gruppo scultoreo che caratterizza la Fontana dei Dioscuri, statue probabilmente provenienti dalle Terme di Costantino e che raffigurano i gemelli Castore e Polluce, i Dioscuri, figli di Giove, che tengono per le redini i loro cavalli. Al centro del gruppo scultoreo si erge un obelisco proveniente dal Mausoleo di Augusto, uno dei 13 obelischi antichi di Roma, che fanno la città eterna la città che conserva il maggior numero di obelischi al mondo. Leggete il nostro articolo di un paio di anni fa sulla storia degli obelischi di Roma per scoprire una serie di aneddoti su Roma e i suoi obelischi.

Proseguendo dal Quirinale è possibile arrivare in una celebre piazza di Roma, Piazza Venezia, un crocevia dove confluiscono cinque fra le più importanti strade della capitale: Via dei Fori Imperiali, Via del Corso, Via Nazionale, Corso Vittorio e Via del Teatro di Marcello. Piazza Venezia è caratterizzata soprattutto dalla presenza di Palazzo Venezia e dalla monumentalità dell’adiacente complesso del Vittoriano, noto come Altare della Patria. dove fu inumato il Milite ignoto nel 1921.

Piazza Venezia è celebre anche per altri due motivi, il primo meno noto: qui c’era la casa di uno dei più grandi artisti rinascimentali, Michelangelo Buonarroti, che morì qui vecchissimo a 89 anni nel 1564 in una casa a “Macel de’ Corvi” oggi sparita, che si trovava per l’appunto in prossimità di Piazza Venezia. Altro motivo molto più famoso, in questa piazza terminava una celebre corsa che partiva da Piazza del Popolo e si svolgeva per tutta la lunghezza di Via del Corso, la Corsa dei Cavalli Berberi.

Quando si parla di Via del Corso non si può infatti non parlare della celebre corsa di cavalli berberi, uno dei tanti spettacoli che caratterizzavano il Carnevale romano del periodo medioevale e successivo. Il nome “Corso” richiama proprio questa “folle corsa” di numerosi cavalli che avanzavano all’impazzata liberi e senza fantini lungo la celebre strada di Roma, con epiloghi spesso tragici; non era raro che durante e alla fine di questa “attrazione” ci fossero numerosi feriti e morti tra la popolazione civile partecipante ai giochi, un po’ come i tori di Pamplona oggi in Spagna, ma chiaramente in modo meno regolamentato e “selvaggio”, e senza le ambulanze della Croce Rossa pronte a intervenire in caso di gravi incidenti.

La tradizione della Corsa dei Cavalli Berberi venne avviata con la realizzazione di Via del Corso nel 1462, e rimase in vigore per secoli fino al 1874, quando l’allora re Vittorio Emanuele II decise di abolirla per sempre a seguito della morte di un giovane che assisteva alla corsa e che venne travolto e ucciso dai cavalli. Questa scelta del re di fatto marcò l’inizio del declino della tradizione centenaria del Carnevale romano.

 

Avanzando lungo Via del Corso è possibile incrociare Piazza di San Marcello e la sua chiesa omonima, la Chiesa di San Marcello, che tra le tante opere d’arte custodisce un celebre crocifisso diventato famoso soprattutto quando Papa Francesco impartì la benedizione urbi et orbi con l’indulgenza plenaria contro il coronavirus durante il periodo di quarantena da coronavirus. Tra i simboli di “Salvezza” che il Santo Padre volle con se durante questa cerimonia c’erano l’icona del Salus Populi Romani di Santa Maria Maggiore. e il “Crocifisso miracoloso” di San Marcello del XV secolo, che fu usato anche nel 1522 quando venne portato in processione per i quartieri della città per porre fine alla «Grande Peste». Per saperne di più sul crocifisso miracoloso leggete questo articolo di Vatican News, dal quale è stata tratta anche la foto in basso con il Santo Padre in preghiera nella Chiesa di San Marcello davanti al crocifisso miracoloso (copyright Vatican Media), .

Proseguendo per Via del Corso si incrocerà all’altezza di Piazza Colonna e di Palazzo Chigi, sede del Presidente del Consiglio dei Ministri, un’altra celebre strada che delimita il Rione Trevi, Via del Tritone. Questa strada prende il suo nome dalla Fontana del Tritone costruita da Gian Lorenzo Bernini, che decora un’altra celebre piazza di Roma, Piazza Barberini. La Fontana del Tritone rappresenta uno dei monumenti più caratteristici di Roma e anche nota come “fontana del Tritone sonante” per via del sibilo emesso dallo zampillo.

Piazza Barberini invece era tristemente nota per un altri motivi: da questa piazza, partendo proprio dalla Fontana del Tritone, partiva il carro che trasportava in corteo i cadaveri trovati sfigurati, per metterli in mostra nei punti più trafficati della città, affinché se ne potesse effettuare il riconoscimento dell’identità, pratica durata almeno fino al XVIII secolo. Fortunatamente Piazza Barberini è stata “rivalutata” dal boom del cinema italiano degli anni ’60, perché proprio da questa piazza si dirama Via Veneto, la strada resa famosa dal film di Federico Fellini La dolce vita e al centro del glamour italiano della ripresa dal dopoguerra.

Interessati a scoprire altri aneddoti su luoghi, personaggi e vicende di Roma e dintorni? Seguitemi in miei tour classici come quello delle Piazze, Palazzi e Fontane di Roma, nella visita guidata alle Fontane e Acquedotti di Roma o in un altro dei miei tour e visite guidate a Roma e provincia.

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