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Appia Antica: il Mausoleo di Cecilia Metella

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L’Appia Antica è lunghissima e abbiamo già parlato dei monumenti che è possibile trovare lungo questa antica strada consolare, ma non si può non dedicare un articolo a parte al Mausoleo di Cecilia Metella. Il Mausoleo è situato poco prima del III miglio della Via Appia Antica, subito dopo un complesso molto noto, la villa dell’imperatore Massenzio, costituita dal circo e dal sepolcro del figlio dell’imperatore, Valerio Romolo.

Il Mausoleo di Cecilia Metella sorge come un enorme tomba che nei secoli ha suscitato l’interesse di artisti, architetti e storici. Della defunta rimane praticamente solo ciò che è riportato in un’iscrizione sulla struttura: figlia di Quinto Cecilio Metello Cretico, personaggio di spicco e console nel 69 a.C., suo marito era Marco Licinio Crasso, figlio del Crasso che aveva soffocato la rivolta degli schiavi capeggiata da Spartaco e che, nel 60 a.C., aveva costituito il primo triumvirato con Cesare e Pompeo.

La costruzione del mausoleo di Cecilia Metella è possibile datarla alla metà del I sec a.c. La struttura del mausoleo è composta da un edificio circolare che ospita una camera funeraria di circa trenta metri, alta quasi quaranta che presumibilmente terminava con una piccola cupola non più esistente ma ancora testimoniata, sia da un anello di blocchi di travertino, che da un indicazione monumentum peczutum – cioè monumento “appuntito” – con cui veniva descritto nell’XI secolo. Non sappiamo se in origine il mausoleo fosse coronato da una cupola oppure ospitasse una copertura di terra e piante, come testimoniato in altre sepolture, né cosa ne sia stato del ricco corredo funerario che doveva accompagnare il sarcofago.

Il mausoleo è anche rivestito di marmo con decorazioni a bucrani da cui è possibile notare anche diverse scene di guerra che accompagnano l’epigrafe. Da questi dettagli è possibile dedurre che forse tale monumento fosse più finalizzato a celebrare l’importanza della famiglia e veicolare un messaggio politico che a ricordare il nome della defunta.

Un’altra cosa interessante da notare è la scelta della fonte di ispirazione per questo tipo di monumento funebre a forma circolare. È possibile infatti creare sia parallelismi con mausolei ellenistici che con le tholos etrusche, cioè le tombe tumulo che è possibile trovare a Cerveteri e altre necropoli etrusche. Tutto questo è possibile spiegarlo in un clima di restaurazione antiquaria che esisteva nella Roma del tardo I secolo a.C., tanto che si contano diversi esempi di architetture simili oltre i confini di Roma per tutta l’epoca giulio-claudia, insomma una delle tante “mode” che influenzerà la città di Roma.

Nel Medioevo la struttura venne spogliata di gran parte delle sue decorazioni, tanto che parte del travertino di questo mausoleo sarà utilizzato da Ippolito II d’Este per la decorazione di Villa d’Este a Tivoli. Forse, proprio dalla decorazione caratterizzata da fregi di festoni floreali alternati a bucrani, nacque il toponimo di Capo di bove, che identificò la località e i terreni in possesso della chiesa già a partire dal Medioevo.

La definitiva fortificazione, ancora oggi visibile nella parte alta dell’edificio, avvenne alla fine del XIII secolo ad opera della famiglia Caetani, la potente famiglia del papa Bonifacio VIII, per poi passare di mano in mano a diverse famiglie romane; dai Savelli agli Orsini, ai Colonna e fino ai Torlonia, quest’ultimi famosi perché collegati ad altro monumento molto più moderno ma non meno affascinate, Villa Torlonia e la Casina delle Civette, ma questa è un’altra storia.

Interessati a scoprire l’Appia Antica, il Mausoleo di Cecilia Metella e tutte le storie e gli aneddoti del’antica Roma? Seguitemi nel mio tour sull’Appia Antica.

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