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Storie di Roma

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Villa Torlonia: il Gioiello di Via Nomentana

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Sei amante dei parchi e dei palazzi nobiliari ma non vuoi spostarti da Roma? Allora Villa Torlonia è ciò che fa per te. Vero e proprio gioiello nel bel mezzo di un parco, Villa Torlonia è un’oasi in mezzo al via vai continuo di via Nomentana, una delle strade principali di Roma.

Questo affascinante parco con un elegante residenza principesca al suo interno è ricco di storia, arte e aneddoti. Tra le varie costruzioni dedicheremo presto degli articoli ad hoc su diverse delle strutture che sono state costruite nel parco, a contorno di Villa Torlonia: il Casino Nobile, il Casino dei Principi e la Casina delle Civette, tutte costruite tra il XIX ed il XX secolo dalla potente famiglia Torlonia. All’interno del parco è possibile trovare anche due musei, uno dedicato alla scuola romana e uno alla storia della villa stessa.

La storia di Villa Torlonia si può collocare intorno al XVII, quando faceva parte dei possedimenti della famiglia Pamphilj che la utilizzò come tenuta agricola fino a metà del XVIII, quando poi passò alla famiglia Colonna intorno al 1760, mantenendone la natura di terreno agricolo. La villa prende il nome attuale nel 1797, quando il principe Giovanni Torlonia acquistò la villa con l’intenzione di farne una tenuta degna del suo rango una volta ottenuto il titolo di marchese, e sancire in questo modo la conquista del nuovo status nel 1797.

La costruzione di Villa Torlonia ebbe inizio tuttavia solo nel 1806 e i lavori di sistemazione furono affidati all’architetto Giuseppe Valadier, che trasformò i due edifici preesistenti in un Palazzo e nell’odierno Casino dei Principi. L’architetto risistemò anche il parco, creando viali simmetrici e perpendicolari che si ricongiungevano nel palazzo. La villa fu anche abbellita con sculture d’arte classica e venne sistemato il giardino organizzandolo in stile “all’inglese”.

Nel 1832 il figlio del principe Giovanni, Alessandro Torlonia, incaricò Giovan Battista Caretti di continuare i lavori nella villa. L’architetto, seguendo i particolari gusti del principe, decise di ampliare la tenuta costruendo una tribuna con fontana, un Tempio di Saturno e dei falsi ruderi, più altri edifici come la Caffe-House, la Cappella di Sant’Alessandro e l’Anfiteatro, oggi non più esistenti.

Villa Torlonia fu persino dotata di un campo da gioco, grotte artificiali, un teatro, la limonaia o aranciera e la Capanna Svizzera, diventata poi la celebre Casina delle Civette. Infine, Alessandro Torlonia, si fece costruire due obelischi in onore dei genitori, mentre suo figlio, Giovanni, oltre a trasformare la Capanna Svizzera nell’attuale Casina delle Civette, fece edificare un nuovo muro di cinta, il Villino Medievale e il Villino Rosso, che aveva funzione di guardianìa.

Infine, negli anni Venti, Giovanni Torlonia Junior concesse la residenza ufficiale a Benito Mussolini che vi risiedette dal 1925 al 1943 e qui organizzò incontri, feste sfarzose e riunioni, pagando solo un affitto annuale simbolico di una lira. Pochi sanno che nella villa venne costruito, per volere di Mussolini, un rifugio contro i bombardamenti nei sotterranei della villa, dove nel 1919 fu scoperto un cimitero ebraico risalente al III – IV secolo.

Dal 1944 al 1947 Villa Torlonia fu occupata dalle forze anglo-americane ma con la fine della guerra la villa venne abbandonata e attraversò un periodo di decadenza fino a quando, nel 1978, venne acquistata dal Comune di Roma e trasformata nel parco pubblico, frequentatissimo ogni giorno, soprattutto dai residenti del quartiere.

Siete interessati a scoprire altri aneddoti sul parco e sulle varie strutture che decorano il parco di Villa Torlonia? Ne parleremo presto in altri articoli del nostro blog, ma se volete scoprirla in persona potete seguirmi nella mia visita guidata ai Musei di Roma, nel tour guidato a Piazze, Palazzi e Fontane di Roma, o in un altro dei miei tour e visite guidate a Roma e provincia.

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