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Il blog di Fabio Salemme su RomaGuideTour.it

Roma Verde (e Fresca): 10 Aree Verdi Meno Conosciute a Roma

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Durante il mese di agosto, caldo come non mai, vi abbiamo suggerito solo itinerari “freschi”, con un articolo sulle 10 (anzi, 15) Fontane più Famose (e più Belle) di Roma, e con la nostra Mini-Guida al Fresco dei Principali Parchi di Roma. Siamo arrivati a settembre, ma il caldo continua a tormentare, a Roma come un po’ dappertutto.

Non ci resta quindi che proporvi con questo nuovo articolo altri posti freschi di Roma Verde da esplorare. Con il bonus che, oltre ad essere freschi, i luoghi che vi suggeriremo oggi sono meno conosciuti rispetto ai grandi parchi della capitale, per cui potrete anche goderveli in pace e serenità. Ecco la nostra selezione di 10 luoghi verdi di Roma che non tutti conoscono:

Villa Glori
Giardini di Villa Balestra
Riserva Naturale Valle dell’Aniene
Parco Nemorense o Virgiliano
Monte Mario: Parco Mellini e Villa Mazzanti
Riserva Naturale dell’Insugherata
Riserva Naturale della Marcigliana
Giardino di Sant’Alessio
Villa Sciarra
Parchi d’affaccio fluviale di Roma Capitale

Villa Glori

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Villa Glori è una vasta area verde situata su una collina che domina il Tevere, nella zona tra la Fontana dell’Acqua Acetosa e Ponte Milvio, tra i quartieri di Parioli e Flaminio, alle spalle dell’Auditorium Parco della Musica. Villa Glori offre vasti prati e boschi con viali e sentieri per passeggiate al fresco circondati da pini, cipressi, ulivi, ippocastani, querce e cedri.

Villa Glori, a differenza delle ville storiche di Roma, non nasce come villa suburbana ma come area agricola ricca di vigneti e destinata alla caccia. Fino alla metà dell’800 l’area era proprietà privata di Vincenzo Glori, un ingegnere idraulico al servizio del papa ma, alla fine dell’800, i terreni vennero espropriati dei terreni per essere dedicati a bene pubblico.

Il parco di Villa Glori fu aperto al pubblico nel 1924, su progetto dell’architetto e paesaggista Raffaele De Vico, che ha lavorato su molte aree verdi di Roma, tra cui il Giardino degli Aranci, il Parco di Colle Oppio e il Parco degli Scipioni.

Alla sua inaugurazione, il parco fu dedicato ai caduti della I Guerra Mondiale e in seguito riconsacrato a tutti i caduti romani per la patria, e venne battezzato come Parco della Rimembranza. In onore dei caduti in guerra fu eretta una grande croce di ferro che domina il piazzale di Villa Glori, e molti degli alberi del parco furono piantati in quell’occasione da studenti romani, che avevano associato ad ogni albero una targhetta con il nome di uno dei caduti romani della prima guerra mondiale.

Villa Glori è anche uno dei luoghi della memoria storica del Risorgimento romano, e per questa ragione i suoi viali sono intitolati a personaggi legati ad un evento legato alla proclamazione del Regno d’Italia. All’epoca la città era di fatto ancora nelle mani del papato e, nel 1867, Villa Glori fu teatro di una fallita insurrezione che mirava a riconquistare Roma sottraendola al potere papale. Enrico e Giovanni Cairoli, a capo di una squadra di una settantina di volontari garibaldini, partirono da Terni per rifornire di armi i patrioti che stavano preparando la rivolta contro il papa. Arrivati a Ponte Milvio però, non trovando rinforzi, si rifugiarono sulla collina di Villa Glori, dove vennero intercettati e sconfitti dall’esercito pontificio.

Al fresco di Villa Glori c’è tanta arte, dai reperti archeologici all’arte contemporanea. Villa Glori ospita un ipogeo, interamente scavato nel tufo, rinvenuto casualmente nel 1794, con un impianto originario databile all’epoca antonina, e segni di utilizzo prolungato tra il II e il III secolo dC. Gli appassionati di arte contemporanea, oltre al fresco di Villa Glori, potranno ammirare varie installazioni di artisti contemporanei, tra cui Dompè, Caruso, Castagna, Staccioli, Kounellis, Uncini e Canevari.

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Giardini di Villa Balestra

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Villa Balestra è una delle meno note e frequentate ville nobiliari di Roma, nascosta nel cuore dell’elegante quartiere Parioli.

I Giardini di Villa Balestra sono quello che resta della splendida villa cinquecentesca di proprietà del Cardinale Giovanni Poggi, originariamente situata sulla sommità dei Monti Parioli, poi passata di proprietà al Cavaliere Giuseppe Balestra nel 1880.

La proprietà è stata smembrata già a partire dal 1910, e successivamente oggetto di una pesante lottizzazione a partire dagli anni Cinquanta. Le principali strutture della villa, che includevano il casino nobile con una loggia citata da Vasari, sono oggi di proprietà privata e situate all’esterno del perimetro dei giardini.

L’area dei Giardini di Villa Balestra ha forma ellittica ed è strutturata su due viali paralleli, con un’ampia spianata e grandi aiuole che ospitano alti pini marittimi e cipressi. Lungo le pendici della collina si estende una vasta zona di folta vegetazione con grotte scavate nel tufo a mezza costa. I Giardini di Villa Balestra sono uno spazio verde semplice, ma con una posizione invidiabile che permette di ammirare un panorama esteso sulla città eterna. Dalla villa lo sguardo spazia dalla cupola della Basilica di San Pietro a Monte Mario, fino al Tevere e al Foro Italico. 

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Riserva Naturale della Valle dell’Aniene

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La Riserva Naturale della Valle dell’Aniene è un’area verde incastonata nel tratto urbano di Roma compreso tra la zona di Ponte Mammolo e l’antico Ponte Nomentano. Il fiume Aniene, con le sue numerose anse che lo caratterizzano, alterna tratti pianeggianti ombreggiati da quercie e cerri, a zone umide popolate da olmi, salici bianchi e aceri.

L’Aniene alimenta e offre rifugio ad una ricca fauna: tra i vari animali che vivono nella riserva naturale troviamo l’istrice, l’airone, il martin pescatore, il merlo acquaiolo, la civetta, il tasso, il cormorano, il gambero di fiume e il granchio di fiume.

La Riserva Naturale della Valle dell’Aniene, oltre a casali rustici e varie torri medievali di avvistamento e di controllo del fiume, conserva testimonianze storiche e archeologiche rilevanti, come le due ville romane di Via Tilli e di Ripa Mammea e il deposito pleistocenico, dove scavi archeologici hanno portato alla luce strumenti di pietra e reperti fossili di mammiferi di grandi dimensioni, soprattutto di elefanti antichi, reperti oggi conservati al Museo di Casal de’ Pazzi. 

Fa parte della Riserva Naturale della Valle dell’Aniene anche il comprensorio della Cervelletta, un complesso fortificato arroccato su una rupe di tufo, caratterizzato da una torre merlata del XII secolo circondata da varie strutture residenziali e agricole edificate nel XVI-XVII secolo. La riserva naturale ospita anche gli “Orti Urbani”, una serie di lotti destinati a orticoltura, coltivati da cittadini in forma volontaria. 

Roma Verde: Riserva Naturale Valle Aniene - Romaguidetour - Tour Visite Guidate Roma e Provincia
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Parco Nemorense o Virgiliano

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Il Parco Nemorense, conosciuto anche come Parco Virgiliano, si trova nel quartiere Trieste ed è uno dei polmoni verdi di Roma. Inaugurato nel 1930 come area pubblica, deve il suo nome al vicino Lago di Nemi, perchè il parco evoca immagini di antichi boschi sacri ed è a tutti gli effetti una vera e propria opera d’arte naturalistica ispirata e dedicatata al poeta romano Virgilio.

Una caratteristica del Parco Nemorense è la grande varietà nella vegetazione, che offre cipressi, pini marittimi, lecci, ippocastani e platani. Al centro esatto del parco si trova un lago artificiale che ospita la Fontana degli Ulivi, con i suoi singolari giochi d’acqua.

Il parco è ricco di vialetti, ideali per passeggiate o per fare jogging, vaste aree fresche, un parco giochi per bambini, e un chiosco di ristoro che spesso organizza festival, spettacoli, e presentazioni di libri.

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Monte Mario: Parco Mellini e Villa Mazzanti

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Monte Mario è il più alto dei Monti della Farnesina, e dà il nome all’intera area naturale sottostante che domina la valle del Tevere. Monte Mario ospita un sistema di ville storiche tra le quali le più importanti sono Villa Madama, Villa Mazzanti e la sede dell’Osservatorio Astronomico, Villa Mellini. L’accesso a Parco Mellini, l’area naturalistica che conduce in cima a Monte Mario. è da Via Trionfale, all’altezza della Chiesa di Santa Maria del Rosario.

L’area di Parco Mellini è stata abitata fin dalla preistoria; in seguito, in epoca romana, fu occupata da ville residenziali, nel Medioevo fu destinata a vigne e orti, mentre a partire dal Rinascimento fu residenza di molte famiglie nobili romane.

Villa Mellini fu costruita dal burocratico papale Mario Mellini durante il pontificato di Sisto IV (1471-1484), e comprendeva un parco di viali alberati che ha ispirato vari artisti come Goethe, Stendhal e Henry James. Il poeta romantico William Wordsworth scrisse un sonetto dedicato proprio a questo parco, dal titolo The Pine of Monte Mario at Rome.

A fine Settecento Villa Mellini diventa la sede della Sezione Fotografica del Regio Esercito Italiano, che ha prodotto alcuni dei primi esperimenti di volo e foto-topografia aerea. Fra il 1866 e il 1869, accanto alla villa viene costruita la Torre del Primo Meridiano d’Italia, che da allora segna il punto dal quale vengono calcolate tutte le latitudini italiane. Dal 1935 al 2000 Villa Mellini ha ospitato l’Osservatorio Astronomico di Monte Mario e il Museo Astronomico e Copernicano, mentre oggi è sede dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

Il parco panoramico di Villa Mellini ospita numerose specie vegetali, che vanno dal bosco mediterraneo di lecci e sughere a quello misto di aceri, noccioli, tigli e cornioli, ai boschi di pioppi bianchi delle zone più umide. Anche la fauna è abbondante, con roditori e varie specie di uccelli come il nibbio, l’airone, il falco pellegrino, l’upupa e il gheppio. La zona di Monte Mario è anche nota anche come giacimento di fossili marini, molti dei quali sono custoditi in vari musei paleontologici di tutto il mondo.

Tanti i sentieri da esplorare a Villa Mellini, con incredibili scorci panoramici sulla città. In particolare la passeggiata del belvedere, nota anche come Vialetto degli Innamorati, che vi avevamo segnalato in un articolo dedicato agli itinerari romantici a Roma. Dal Vialetto degli Innamorati il panorama è spettacolare, con una vista che in lontananza arriva fino ai Colli Albani mentre, subito ai piedi di Monte Mario, viste sulla Roma moderna con in primo piano il quartiere Flaminio e il Foro Italico.

Tra le ville che popolano Monte Mario troviamo anche Villa Mazzanti, una villa dall’accesso difficile, ma che vale la pena scoprire. Per raggiungere Villa Mazzanti occorre infatti salire lungo una serie di rampe o una stradina a tornanti che partono da Via Gomenizza, salgono verso la cima circondate dall’ombra dei lecci, e terminano in un belvedere con una spettacolare vista su Roma, con la Cupola della Basilica di San Pietro in primo piano.


Il giardino storico di Villa Mazzanti è un parco panoramico con varie fontane caratterizzate da giochi d’acqua e da un laghetto artificiale, circondato da allori e roccaglie, al cui centro, su un’isola di scogliere, sorge una capanna rustica in muratura sul modello degli chalet montani. Il Casino di Villa Mazzanti, elemento caratterizzante del giardino, fu costruito a fine Ottocento su un terreno di proprietà della famiglia Barberini, ed occupa il versante orientale ddi Monte Mario, in posizione dominante rispetto al Tevere, circondato da muretti e fontane rustiche. All’ultimo piano di Villa Mazzanti si trova una loggia con due terrazze laterali, dipinta a imitazione di un pergolato fiorito dipinto a trompe l’oeil, ed una splendida vista sulla capitale.

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Riserva Naturale dell’Insugherata

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La Riserva Naturale dell’Insugherata è una delle aree verdi più estese all’interno di Roma, ed è situata fra Via Cassia, Via Trionfale e Via Cortina d’Ampezzo, nell’area nord della città. Oltre al grande valore naturalistico, la Riserva Naturale dell’Insugherata è importante anche dal punto di vista storico e archeologico, grazie alla presenza di numerosi resti di sepolcri e ville romane. Tra questi anche la cosiddetta “Tomba di Nerone”, che in realtà è il sepolcro di Publio Vibio Mariano, Prefetto della Terza Legione Gallica, databile al II-III secolo d.C.

La zona dell’Acqua Traversa, dove oggi troviamo Villa Manzoni, ospitava la villa dell’imperatore Lucio Vero (161-169 d.C.), e recenti scavi effettuati nel 1999 hanno svelato la presenza di tombe etrusche legate ad un insediamento pre-romanico risalente al VI secolo a.C.

La Riserva Naturale dell’Insugherata nasconde un percorso sotterraneo, quello dell’acquedotto Traiano-Paolo, costruito dall’imperatore Traiano tra il 98 e il 117 d.C., e ripristinato da Papa Paolo V nel 1612. Questo è l’acquedotto che porta l’acqua a Trastevere dal Lago di Bracciano, e alimenta anche il Fontanone del Gianicolo.

L’area del parco è un crucivia di percorsi, a partire dalla Via Francigena del Nord, l’antico itinerario della fede, che dall’Europa ha per secoli è stata attraversata da pellegrini e viaggiatori per giungere fino alla Basilica San Pietro. Ma anche tanti sentieri tranquilli per piacevoli passeggiate tra pascoli, campi arati, boschi fitti e corsi d’acqua. Nei giorni più limpidi, dalla sommità delle sue colline potete ammirare i rilievi dei Monti Sabatini, i Castelli Romani, il Monte Soratte, il gruppo del Terminillo, i Lucretili, il Velino e i Simbruini.

La Riserva Naturale dell’Insugherata ospita oltre 600 specie vegetali, tra cui 44 specie esclusive di quest’area. Tra la vegetazione spiccano alberi come farnia, castagno, agrifoglio, cerro, nocciolo, salice bianco, pioppo e pungitopo, e soprattutto la sughera, l’albero che dà il nome alla riserva. Molto ricca anche la fauna con istrici, nibbi, volpi, donnole, tassi, talpe, ricci e varie specie di rapaci notturni come allocchi, barbagianni, civette, picchi verdi, e upupe.

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Riserva Naturale della Marcigliana

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La Riserva Naturale della Marcigliana occupa la riva sinistra del Tevere della zona nord-est di Roma, tra la Via Salaria e Via Nomentana. L’area era chiamata dagli antichi romani “Latium Vetus” per la presenza di diversi insediamenti di popoli Latini. Il Parco della Marcigliana conserva infatti i resti di Crustumerium, un insediamento databile all’Età del Bronzo – prima Età del Ferro (X-IX secolo a.C.).

Tra l’epoca repubblicana e l’era imperiale, l’area ospitava grandi ville rustiche per produzione agricola ed allevamento di bestiame. Nel medioevo, sulle rovine delle ville romane furono costruiti vari casali, spesso fortificati, come il Casale della Marcigliana e il Casale della Cesarina. La Riserva è caratterizzata dalla presenza di torri medievali con funzione abitativa e di controllo del territorio, oltre che vari fontanili, un tempo usati per abbeverare gli animali. Tra le torri della Marcigliana da segnalare Torre San Giovanni, costruita sui resti di una villa romana, e Torre della Marcigliana, incorporata prima in un casale e poi nell’omonimo castello del XVI-XVII secolo insieme ad altre torri difensive.

Il paesaggio Agro Romano della Riserva Naturale della Marcigliana è molto bucolico, caratterizzato da un paesaggio di basse colline coltivate o destinate a pascolo di animali, con le valli intorno ricoperte da vegetazione a macchia, residui di un antico vasto bosco di querce, cerri, aceri, olmi e felci. Ricca anche la fauna composta da volpi, faine, donnole, tassi, istrici e lepri, e da volatili scome il gheppio, la poiana, il barbagianni, l’allocco, e ancora civette, picchi rossi e verdi, rondini, upupe e gruccioni.

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Giardino di Sant’Alessio

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Il Giardino di Sant’Alessio si trova sul Colle Aventino, tra la Villa Magistrale del Sovrano Ordine di Malta (quella del portone dal cui buco della serratura si vede la cupola di San Pietro) e la Basilica di Santa Sabina. Il giardino era un tempo parte del vecchio convento della Congregazione Somasca in Sant’Alessio all’Aventino, il primo e più importante centro monastico alto-medievale, fondato tra il VII e l’VIII secolo.

Lo storico spazio verde del Giardino di Sant’Alessio è un tradizionale giardino tardo ottocentesco di gusto paesistico a pianta rettangolare, attraversato da un viale centrale, circondato da alberi e piante come pini ed erbe mediterranee, da aiuole erbose, e con una terrazza panoramica su Roma.

Il giardino ospita la statua di Giovanna D’Arco, collocata nel giardino nel 1954.

 Adiente al Giardino di Sant’Alessio la bellissima Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio, edificata tra il III e il IV secolo, che presenta una facciata neo-cinquecentesca e un campanile duecentesco, ed è sede di una cripta romanica dove sono custodite le reliquie di San Tommaso Becket. Da non perdere una visita al chiostro con colonne di granito provenienti da antichi edifici, e altre viste spettacolari sulla Basilica di San Pietro.

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Villa Sciarra

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Villa Sciarra si trova nella zona in cui ai tempi di Roma antica si trovavano gli Orti di Cesare, l’area compresa tra Monteverde e Trastevere. Villa Sciarra fu trasformata in villa urbana solo sotto il pontefice Urbano VIII, nel 1642-44, durante la valorizzazione dell’area per la costruzione delle Mura Gianicolensi, ed è oggi accessibile da Via Calandrelli, Via Dandolo e Via delle Mura Gianicolensi.

Villa Sciarra ospita bei prati, resti archeologici, diverse fontane settecentesche e una particolare decorazione scultorea: statue e fontane provenienti dalla villa Visconti di Brignano d’Adda in Lombardia, con tema ricorrente legato alle raffigurazioni del dio Pan, e siepi potate secondo l’arte topiaria, in forma di oggetti e animali. 

Tra le strutture di Villa Sciarra da segnalare la grande uccelliera in ferro, che ospitava pavoni, la Fontana dei Satiri, adornata dallo stemma araldico della famiglia Visconti, la Fontana di Diana ed Endimione, fontana con laghetto decorati con un gruppo scultoreo, e la Fontana Belvedere.

E ancora il Casino Barberini, edificio principale della villa. l’Esedra Arborea, angolo scenografico dove una siepe ospita nicchie verdi che contengono statue corrispondenti ai dodici mesi dell’anno, la Fontana della Tartaruga, la Fontana della Lumaca, la Fontana dei Putti e la Fontana delle Sfingi, raffigurante i quattro vizi capitali.

Alle spalle del Casino Barberini trovate la Montagnola; una fontana di piccole dimensioni completata da un sedile marmoreo semicircolare situata dentro un recinto di allori. Tra i segreti da scoprire a Villa Sciarra anche un tempietto in stucco e ferro battuto. che si trova a ridosso delle mura di Urbano VIII,

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Parchi d’affaccio fluviale di Roma Capitale

Roma Verde: Parchi Affaccio Fluviale Tevere - Romaguidetour - Tour Visite Guidate Roma e Provincia

Apartire dal 2025, in occasione del recente Giubileo, Roma si è dotata di diversi parchi d’affaccio fluviale sul Tevere, luoghi ideali per rilassarsi tra la natura fluviale lontani dal traffico urbano, o da percorrere in bicicletta, grazie alle piste ciclabili che le attraversano.

Ecco la lista dei parchi d’affaccio fluviale di Roma Capitale:

Parco d’affaccio fluviale dei Prati di Acqua Acetosa
Parco d’affaccio fluviale di Ostia Antica
Parco d’affaccio fluviale Oasi Naturalistica Lungotevere delle Navi
Parco d’affaccio fluviale Oasi di Ponte Milvio
Parco d’affaccio fluviale del Foro Italico
Parco d’affaccio fluviale Marconi
Parco d’affaccio fluviale Tiberis

Il più grande dei parchi d’affaccio fluviali di Roma è il Parco d’affaccio dei Prati dell’Acqua Acetosa, che è anche e il più esteso parco lineare fluviale d’Europa. I parchi d’affaccio fluviali di Roma sono dotati di panchine, ed offrono sentieri, ampi vialetti e diverse terrazze panoramiche immerse nel verde paesaggio fluviale.

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Ancora accaldati? Allora non possiamo fare altro che proporvi altri “posti freschi“, invitandovi a scoprire i nostri tour delle chiese di Roma, tour dei musei di Roma, tour delle fontane di Roma, tour degli acquedotti, tour di Roma sotterranea o altri nostri tour e visite guidate a Roma e provincia. Contattateci per informazioni e prenotazioni tour.