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Storie di Roma

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I Luoghi del Mito: Tempio di Ercole al Mercato di Foro Boario

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I mercati generali dell’antica Roma si sviluppavano lungo la riva sinistra del Tevere, in corrispondenza del porto Tiberino e di un guado naturale che, già da prima della costruzione dei ponti, consentiva ai carri merci di attraversare il fiume. La sua posizione vantaggiosa aveva stimolato la frequentazione del mercato prima ancora della fondazione della città. Nei secoli il mercato mantenne la sua posizione e crebbe.

Con lo sviluppo delle attività la varietà delle merci trattate continuò ad arricchirsi, e la struttura architettonica del mercato fu di conseguenza adeguata, articolando gli spazi di vendita per settori separati, specializzati nei diversi generi merceologici: fu una soluzione di grande buon senso (immaginatevi altrimenti dei maiali che scorrazzano tra frutta e verdura). Il settore più importante era il Foro Boario, dove si commerciavano capi di bestiame, greggi e mandrie ma pure le olive e l’olio d’oliva.

I mercanti del Foro Boario erano devoti particolarmente ad Ercole Vincitore, e per questo motivo luoghi di culto e immagini dell’eroe erano disseminati nell’area. Sorgeva qui l’Ara Maxima di Ercole, i cui resti sono tuttora visibili nella cripta della basilica di Santa Maria in Cosmedin, di grande notorietà per via della leggenda popolare legata alla cosiddetta “Bocca della Verità”, che vi è custodita.

In epoca medievale era attivo nel sito un tribunale e i magistrati usavano la Bocca della Verità per sottoporre gli imputati ad una sorta di prova della verità: ingiungevano loro d’infilare la mano tra le labbra della Bocca, avvertendo che sarebbe stata mozzata, se avessero osato mentire. È ancora visibile una stanzetta posteriore, nella quale all’epoca si nascondeva un soldato armato di una spada affilatissima, con la quale era pronto a mozzare le mani del malcapitato imputato ad un cenno del magistrato. Probabilmente i processi più spesso dibattuti riguardavano proprio reati commessi durante l’attività del mercato. Infatti la vocazione commerciale della zona perdurò nel Medioevo e nell’età Moderna, fino ai tempi dell’Unità d’Italia.

Oltre all’ Ara erano presenti nel Foro Boario dei templi dedicati ad Ercole, in particolare nel 120 a.C. veniva a lui dedicato il tempio rotondo, che è uno dei primissimi esempi di edifici interamente in marmo costruiti a Roma. Dalla Grecia furono portati i blocchi di pietra e pure Greci erano l’architetto e lo scultore che lo realizzarono. Roma ed i suoi mercanti cominciavano a maturare l’ambizione di rivaleggiare con lo splendore delle grandi città del Mediterraneo orientale.

Il fatto che la pianta circolare sia tipica dei templi di Vesta, ha fatto ritenere a lungo agli studiosi che pure questo del Foro Boario fosse dedicato a Vesta. Soltanto con lo smantellamento della chiesa medievale, ricavata nella struttura del tempio, è stato possibile rinvenire una iscrizione con la dedica ad Ercole, che ha rivelato l’autentica dedicazione.

In effetti tutti i templi di Vesta sono rotondi ma non tutti i templi rotondi sono di Vesta. I Greci generalmente riservavano la pianta rettangolare alle divinità vere e proprie ma gli eroi, che pure adoravano, non sono propriamente dei; nati da un essere divino e da uno umano, gli eroi della mitologia greca non sono immortali per nascita, possono però diventarlo soltanto al prezzo del superamento di prove tremende, come le famose fatiche di Ercole. Il nostro eroe dovette persino discendere nel Regno dei morti e fare ritorno nel nostro mondo. Divenuto in questo modo un dio, il suo culto fu stabilito ma presso templi dalla forma diversa, rotonda, per mai dimenticare, che si tratta di un dio non per nascita ma per merito.

Il mito che ha fatto di Ercole Vincitore il protettore del bestiame e dei pastori, oltre che dei mercanti d’olio d’oliva, è quello di Ercole e Caco. Secondo questo mito Caco era un gigante, che viveva vicino al Palatino, al tempo in cui questo era abitato dalla comunità pastorale di Evandro, che Caco tormentava, rubando loro regolarmente pecore ad altri animali. Ad Ercole, che si trovava a passare da quelle parti, Evandro chiese aiuto; l’eroe non si fece pregare, affrontò il gigante e lo eliminò portando infine la pace.

Il culto di Ercole Vincitore (detto pure Olivario), associato al commercio del bestiame e dell’olio d’oliva, ricorda lo scenario del grande santuario tiburtino. Come a Roma, pure a Tivoli il santuario di Ercole Vincitore fu eretto in una posizione di grande rilievo commerciale, lungo un percorso obbligatorio per le greggi e le mandrie che si spostavano dai pascoli invernali presso le pianure costiere verso quelli estivi di montagna, e viceversa. Viene da pensare, che lo stesso gruppo di persone, che controllava il mercato di Tivoli, operasse con successo pure su Roma, sempre sotto la celeste protezione di Ercole Olivario, naturalmente.

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