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Storie di Roma

Il blog di Fabio Salemme su RomaGuideTour.it

La Galleria Borghese nel Cuore di Villa Borghese

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Vi abbiamo parlato in varie occasioni di palazzi, castelli e ville di importanti famiglie nobiliari rimane, ed oggi vi parleremo di uno dei simboli di Roma medievale, ed una delle attrazioni imperdibili per chi visita la città eterna: la Galleria Borghese.

La Galleria Borghese all’interno di Villa Borghese è oggi uno dei musei più importanti di Roma. La sua storia è legata soprattutto al nome della famiglia Borghese, una ricca famiglia di Siena che verso la fine del XVI secolo acquistò un terreno a nord di Roma, fuori Porta Pinciana, per creare gradualmente quello che oggi è uno dei parchi più grandi della città eterna.

La Villa Borghese “fuori Porta Pinciana”, all’interno della quale è situata la Galleria Borghese, sorse all’inizio del sec. XVII intorno a un iniziale possedimento della famiglia Borghese, a cui furono progressivamente annessi altri terreni fino alla costituzione di un immenso parco. La rapida ascesa dei Borghese, famiglia di origine senese, nel contesto della città eterna, culminò con l’elezione a pontefice di Camillo (1605-1621), con il nome di Paolo V, che avviò una grande stagione caratterizzata da interventi urbanistici di rilievo, e di straordinarie imprese collezionistiche.

Il protagonista assoluto di questo scenario fu il nipote prediletto del papa, il cardinale Scipione Caffarelli Borghese (1577-1633). Già agli inizi del 1600, il cardinal Scipione Borghese spostò la sua importante collezione dal palazzo Dal Borgo, dove fino ad allora avevano vissuto i fratelli del papa (suo zio), alla Villa del Pincio, quella che oggi conosciamo con il nome di Galleria Borgese.

Curiosità sul valore di opere d’arte e della villa nel tempo. Come già detto la collezione dei Borghese era caratterizzata da pezzi di arte antica e moderna, ma spesso è facile trovare anche dei “collage” o restauri storici, come quello di Marco Curzio che si getta nella voragine con il suo cavallo. Si tratta di un’opera caratterizzata da un cavallo antico, per il cui restauro Pietro Bernini fu pagato 150 scudi nel 1617. L’intervento di restauro integrativo condotto dallo scultore colpisce per il carattere rivoluzionario, con la figura che assume una volumetria che la pone a metà strada tra un altorilievo e una scultura a tutto tondo; ma, nell’atto di cadere verso il basso, la figura si protende all’esterno della parete, con un effetto di movimento del tutto innovativo nell’ambito del restauro dell’antico.

Oggi il gruppo scultoreo di Marco Curzio si trova all’interno della Galleria Borgese ma per diversi secoli è rimasto all’esterno, tanto che già dopo un secolo dal suo assemblaggio da parte di Pietro Bernini furono necessari nuovi restauri conservativi; in particolare due interventi, il primo nel 1763 ad opera di Cosimo Fancelli, che risulta essere stato pagato per tale lavoro pochi baiocchi e nel 1777, quando il Marco Curzio venne spostato all’interno della Villa, Agostino Penna fu pagato 270 scudi per un secondo intervento, principalmente un ripristino, attraverso la pulitura delle incrostazioni e l’integrazione di frammenti mancanti, dell’aspetto originario alterato dalla lunga esposizione agli agenti atmosferici.

Tour e visite guidate Roma e provincia - Galleria Borghese Villa Borghese
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Un’altra curiosità legata alla collezione della Galleria Borgese sta nel suo valore economico. Oggi naturalmente è impossibile dare un valore a qualcosa che per tutti noi è inestimabile, ma il 12 Novembre 1807 diverse opere d’arte (precisamente 523 pezzi tra statue, busti e bassorilievi) vennero “venduti” formalmente a Napoleone dal principe Camillo Borghese, marito di Maria Paolina Bonaparte, sorella dell’Imperatore, e quindi trasferiti dal Casino di Villa Borghese a Parigi. La somma pattuita fu di circa otto milioni di franchi, che nel 1807 corrispondevano a circa 1.220.000€ di oggi, e quindi a circa 2.332,69598 a pezzo.

Per ironia della sorte, gli 8 milioni di franchi pattuiti tra i Borghese e Napoleone non saranno ottenuti dal principe Borghese nella sua interezza, ma verrà pagato in terreni e diritti minerari in Lazio requisiti alla Chiesa, che successivamente dovranno essere restituiti ai legittimi proprietari, quindi praticamente la collezione verrà ceduta praticamente gratis o quasi.

Infine è possibile conoscere quanto venne pagata la collezione Borghese e l’intero parco di Villa Borghese dallo Stato Italiano ai Borghese. L’acquisizione del 1902 da parte dello Stato Italiano della Villa Borghese è stato definito l’affare del secolo. “Riuscì infatti ad acquisire, dopo quasi dieci anni di estenuanti trattative, la Villa Borghese e il suo grande parco nel cuore di Roma. La cifra sborsata risultò relativamente bassa. Vennero infatti pagati solamente tre milioni e seicentomila lire di allora, comprensivi di tenuta, di villa padronale e – incredibile a dirsi – di tutti gli strepitosi capolavori d’arte in essa contenuti. Un’occasione simile non si sarebbe mai più riproposta“. 3.600.000 lire di allora corrisponderebbero oggi a circa 19.250.000€.

Tour e visite guidate Roma e provincia - Galleria Borghese Villa Borghese
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