Abbiamo dedicato gli ultimi due articoli del nostro blog alla cultura enogastronomici dei Castelli Romani, presentandovi prima i prodotti tipici del territorio più famosi, come pane, salumi e formaggi artigianali, e dedicato un secondo articolo ai primi e secondi piatti tipici delle fraschette dei Castelli Romani. Non potevano non chiudere presentandovi anche i dolci e vini tipici che caratterizzano questo territorio ricco non di storia, monumenti e prelibatezze che si legano a doppio filo ad ogni città dei Castelli Romani.
Il dolce forse più popolare dei Castelli Romani è sicuramente la famosa pupazza frascatana detta anche la “Venere di Frascati“. un prodotto tipico che lega il vino al dolce. La pupazza frascatana è un dolce dalla forma di fanciulla ammaliante nelle sue curve, realizzata in pasta frolla, e con la particolarità di avere tre seni: due per il latte e uno per il vino. La tradizione locale collega la pupazza frascatana ad un simbolo di fertilità e abbondanza della terra di Frascati, ma anche probabilmente ad una “mammana”, cioè una balia che un tempo aveva il compito di prendersi cura dei figli delle donne, soprattutto quelle impegnate nella vendemmia.
Una balia che non esitava ad ammansire e calmare i bambini più irruenti con l’aiuto di un terzo seno, pieno del buon vino di Frascati. Infatti la leggenda ci racconta che i bambini di questa zona, famosa per la produzione vinicola, venissero allattati sia con il latte che con il buon vino dei vigneti locali. Ognuno dei forni di Frascati vanta di possedere la ricetta originale della pupazza frascatana, ma più o meno gli ingredienti alla base della ricetta sono: farina di tipo 00, miele millefiori, olio extravergine di oliva e distillato d’arancio per aromatizzare il prodotto.
Un altro prodotto tipico dei Castelli Romani che associa il vino al dolce sono le ciambelle al mosto di Marino. Anche Marino, come Frascati, è una località storicamente legata alla produzione di vino, ed è sede di una famosissima sagra vinicola, la più antica d’Italia (dal 1925). L’ingrediente principale delle ciambelle al mosto di Marino è il mosto delle uve, di rigorosa provenienza dall’area della città di Marino, a cui si aggiungono uva sultanina e olio extra vergine di oliva. Altri dolci tipici dei Castelli Romani ma meno noti sempre associati al vino includono le Serpette di Monte Porzio Catone (anche queste realizzate con il vino prodotto nella zona) o ancora i Bussolani di Genzano, noti anche come “tozzetti“, da gustare rigorosamente dopo averli inzuppati nel vino.
La tradizione dolciaria dei Castelli Romani include anche dolci legati a momenti importanti per la vita di un uomo e di una donna, come la ciambella degli sposi, un vero e proprio auspicio d’amore che si prepara per augurare felicità agli sposi. Secondo la leggenda, il sapore stesso delle ciambelle poteva indicare la buona riuscita di un matrimonio, e la stessa consegna di queste “bomboniere” segue un rituale bene preciso: 6 ciambelle da regalare agli amici, 8 a cugini, 12 per zii e nonni, e 24 per la “comare” di battesimo. Facendo bene i conti è possibile arrivare alla conclusione che ad ogni matrimonio vengono distribuite oltre 200 ciambelle per ciascuno degli sposi.
Tra le specialità dolciarie dei Castelli Romani da non dimenticare anche le famose fragoline di bosco di Nemi, famose già nel mondo antico tanto da essere identificate come le lacrime della Dea Venere, e i loro innumerevoli utilizzi dolciari, dalle crostatine con crema pasticciera ai distillati alcolici. da non perdere le ciambelline al vino, dolce finale di fine pasto composto da biscotti secchi a ciambella fatti con vino e zucchero, da inzuppare direttamente nel bicchiere di vino.
Siamo quindi già passati alla produzione enologica dei Castelli Romani, che vanta diverse denominazioni di vini locali tipici, come il Frascati Superiore o Dop, il Marino, il Cannellino DOCG, Castelli Romani DOP, Colli Albani e infine Colli Lanuvini DOP; questi solo per citare i ceppi più famosi e più particolari per selezione e produzione delle uve.
Il Frascati Superiore deve il suo nome alla città di Frascati e quindi alle “frasche“, i rami di vite (provenienti direttamente dalla Grecia antica) che gli osti esponevano fuori dalla porta dei loro locali per indicare la disponibilità del vino nuovo in osteria; successivamente questi locali si trasformeranno nelle “fraschette“. Le fraschette dei Castelli Romani sono concentrate soprattutto a Ariccia, Frascati e Marino, ed offrono una cucina tipica, rustica e genuina, nata per accompagnare il vino locale. Un buon modo di degustare i prodotti locali dei Castelli è quello di ordinare un tipico antipasto della fraschetta, tipicamente un tagliere abbondante che include prosciutto crudo, salami locali, coppiette di maiale, mozzarelline di bufala e varie delicatezze sottolio, come carciofi, funghi e olive.
Il Frascati Superiore ha un sapore particolare dovuto alla selezione di uve e differenti frazioni di mosto, e all’aggiunta degli ultimi acini della vendemmia tardiva del mosto. Il Frascati DOP invece viene spesso definito il vino dei Papi; per secoli infatti fu il vino più amato dalla curia romana. La sua particolarità deriva dalla selezione di grappoli di uva Malvasia puntinata, tipica della regione Lazio, assieme ad altre uve locali a bacca bianca. È un vino secco, dal sapore aromatico, ottimo per accompagnare primi piatti complessi come carbonara e amatriciana.
Se il Frascati DOP conquista il palato dei prelati e papi, il Marino DOP invece conquistò il sovrano più potente dell’Europa moderna, Carlo V D’Asburgo, la celebrazione contemporanea di questo vino si può fare risalire al 1925, quando il poeta romanesco Leone Ciprelli, istituì la Sagra dell’Uva di Marino, celebrandone pubblicamente la bontà in un’atmosfera popolare goliardica e folcloristica; caratteristica di questa sagra è il “miracolo” delle fontane da cui sgorgano fiumi di vino, bianco o rosso.
Come per il Frascati DOP, anche per il Cannellino DOCG c’è la tendenza a ritardare la vendemmia per ottenere un vino più dolce. Dolce per natura, il Cannellino è ottenuto dagli stessi vitigni del Frascati DOP, ma la lavorazione delle uve e il processo di produzione ne fanno un vino del tutto originale e completamente diverso. La raccolta tardiva delle uve infatti dà luogo ad una maturazione degli acini con un aumento del contenuto zuccherino. I grappoli spesso sono quasi appassiti sulle viti, a causa delle correnti umide che risalgono dall’Agro Pontino.
Menzione speciale va anche al vino Castelli Romani DOP; mentre altri vini del territorio sono stati apprezzati da papi, imperatori e poeti moderni, questo vino è stato celebrato da illustri poeti romani, come Catullo. Discorso simile si può fare per la varietà Colli Albani DOP, citata da Orazio che celebrava l’amico Mecenate offrendo in regalo un anfora di vino della “terra albana”.
Altri vini tipici dei Castelli Romani sono la Romanella, un vino bianco o rosso leggermente frizzante, dolciastro e a bassa gradazione alcolica, che si sposa bene con le ciambelline al vino, e il Cesanese DOC, vino rosso strutturato, ideale per accompagnare piatti robusti come la trippa, i fagioli con le cotiche o le carni alla brace.
Concludiamo questa panoramica dei vini dei Castelli Romani con un vino che lega il suo nome direttamente alle divinità dell’Olimpo, Colli Lanuvini DOP. Si narra infatti che questo sia il vino dedicato al dio dell’uva Dioniso, e che sia all’origine della nascita e dello sviluppo della produzione vinicola locale.
Nota importante: nelle fraschette tradizionali il vino si ordina sfuso, spesso quello “della casa“, che viene portato al tavolo in caraffe chiamate “fogliette” (da 1 litro), o “quartini” (da un quarto di litro).
Venite con noi ad esplorare le tradizioni enogastronomiche dei Castelli Romani, seguendoci in uno dei nostri tour dei Castelli Romani, o una delle nostre esperienze di arte, cibo e artigianato ai Castelli Romani. Offriamo anche altri tour e visite guidate nei dintorni di Roma, insieme ai nostri popolari tour e visite guidate a Roma e provincia. Contattateci per info e prenotazioni.







