Si avvicina l’autunno, una delle stagioni, insieme alla primavera, in cui è possibile godersi una visita ai Castelli Romani non solo per la storia, la cultura e il paesaggio, ma soprattutto per le prelibatezze enogastronomiche dei Castelli Romani, di cui vi abbiamo parlato in altre occasioni, come nel nostro articolo Un Giro a Li Castelli, o in quello dedicato proprio alle esperienze di arte, cibo e artigianato proprie della zona dei Castelli Romani.
Oggi con questo articolo faremo focus sui vari prodotti che caratterizzano le varie città dei Castelli Romani, dato che ogni paese è famoso per una o più prelibatezze. Sicuramente sono noti la porchetta di Ariccia, il pane di Lariano e Genzano, le fragoline di bosco di Nemi, la pupazza o il vino di Frascati, ma questi prodotti non sono che la puntata dell’iceberg di una miriade di prodotti che caratterizzano il territorio e le varie città dei Castelli Romani.
Iniziamo dal pane, che un tempo era un nobile regalo del signorotto della città alla sua popolazione. C’è una differenza abissale tra il pane prodotto artigianalmente a Genzano e quello ugualmente artigianale di Lariano. A parte i diversi chilometri che separano queste due città dei Castelli Romani, le tecniche di produzione sono differenti. Il pane di Genzano viene ancora oggi cotto in vecchi forni che risalgono al XVII secolo, con una ricetta gelosamente custodita, a cominciare dalla preparazione del lievito madre a cui segue una seconda lievitazione prima della cottura in forno. La tecnica garantisce la fragranza di questo pane, fatto di una crosta croccante ma con una morbida mollica interna spugnosa. Completamente diverso è invece il processo di produzione del pane di Lariano, la cui cottura è effettuata utilizzando esclusivamente legni di castagno, che regalano a questi pani artigianali un aroma delicato e senza tempo.
Altro prodotto che caratterizza il territorio dei Castelli Romani, meno conosciuto dei pani di Genzano e Lariano, è la Maza di Lanuvio. Questa particolare focaccia risale addirittura al culto dedicato a Giunone Sospita di Lanuvio, il cui rito prevedeva l’offerta di cibo a un serpente che viveva in una grotta in prossimità del tempio dedicato alla dea. In giorni stabiliti dal calendario romano, un gruppo di vergini consacrate al culto entravano nel bosco con il volto bendato, offrendo la focaccia al serpente (o drago). Le fonti antiche identificano questa focaccia con il termine di “maza” e riportano che questa fosse preparata con farine grossolane di cereali (orzo o farro, ma anche legumi come ceci e fave) impastate con acqua, miele, latte oppure olio.
Ad un buon pezzo di pane che può essere degustato anche da solo, è possibile accompagnare anche prodotti tipici dei Castelli Romani, come salumi e formaggi. Naturalmente il prodotto più famoso è sicuramente la porchetta di Ariccia, le cui origini si possono fare risalire prima della nascita di Roma, quando i sacerdoti latini preparavano le carni suine da offrire agli dei, soprattutto a Giove Laziale, il cui tempio sorgeva su Monte Cavo. Ancora oggi la preparazione di questo prodotto, realizzato utilizzando solo esemplari di sesso femminile perché hanno una carne più morbida (da qui il nome porchetta), è un vero e proprio rituale moderno la cui ricetta e segreti della “porchettatura” vengono tramandati di padre in figlio. La porchetta è tradizionalmente prodotta a partire da un maialino intero svuotato, disossato, condito con sale, pepe, aglio, rosmarino e cotto lentamente al forno, tecnica che assicura una crosta croccante e una carne morbidissima.
Tra gli altri salumi tipici dei Castelli Romani troviamo altri gustosi prodotti come lo Scottone di Rocca Priora, il Salamino Tuscolano e il Salame Castellino. Anche se meno famosi della porchetta, questi salumi hanno caratteristiche molto particolari che li rendono unici non solo nel territorio ma per la stessa città in cui vengono prodotti. Lo Scottone di Rocca Priora è un formaggio semi liquido fatto con latte di pecora e dalla consistenza simile alla ricotta. Va consumato molto caldo, da qui il suo nome particolare. Le origini del Salamino Tuscolano si ricollegano a Frascati e soprattutto all’antica città di Tusculum. La sua preparazione prevede almeno 30 giorni di stagionatura del salamino, che permette di ottenere un sapore unico, dolce e allo stesso tempo leggermente piccante. Anche il Salame Castellino è originario di Frascati rispetto al Salamino Tuscolano è più magro e povero di grasso, perché il taglio principale proviene dalla spalla, parte più magra del maiale, successivamente integrato a pancetta e varie spezie come sale, pepe, aglio e cannella.
Per i vegetariani o per chi preferisce accompagnare il pane con le verdure tipiche dei Castelli Romani ci sono da provare altri prodotti tipici locali molto particolari, come il Broccolo Capoccione e i Carciofi alla Matticella. Il broccolo capoccione prende questo simpatico nome proprio dalle sue dimensioni, che lo rendono più grande e probabilmente il più buono tra tutte le varietà di broccoli laziali. Alche il broccolo romanesco è un alimento che ha una grande versatilità in cucina, ed è stato utilizzato fin dai tempi antichi anche per fini terapeutici e per curare le più svariate malattie. E’ caratterizzato da una forma piramidale nella quale tante piccole rosette, disposte a spirale, riproducono la forma spiraliforme principale ripetendosi con regolarità, su scale diverse.
I Carciofi alla Matticella sono una specialità di Velletri, vera e propria “patria” di questo ortaggio. Si tratta di carciofi detti “mammole romanesche” (con cui si può preparare il famoso carciofo alla giudia) che vengono cotti alla brace, arrostiti per circa un’ora, insaporiti con mentuccia, aglio e olio extravergine di oliva, e infine serviti su pane casereccio. Mentre l’esterno risulta irrimediabilmente bruciato e duro (mentre in realtà è squisitamente croccante), l’interno del carciofo rimane morbido e dolce.
Interessati a scoprire e degustare in prima persona queste prelibatezze gastronomiche dei Castelli Romani? Seguiteci allora in uno dei nostri tour dei Castelli Romani, o meglio ancora in una delle nostre esperienze di arte, cibo e artigianato ai Castelli Romani. Seguite il nostro blog, perché nei prossimi articoli continueremo ad esplorare le tradizioni enogastronomiche dei Castelli Romani!







