Nel nostro articolo precedente Gastronomia Tipica delle Fraschette dei Castelli Romani abbiamo presentato alcuni dei prodotti tipici meno conosciuti dei Castelli Romani, in particolar modo parlandovi delle specialità tipiche locali come pane, salumi e formaggi artigianali. Oggi parleremo torniamo sul fronte enogastronomici dei Castelli Romani, presentandovi alcuni tra i più tipici e iconici primi e secondi piatti che potrete gustare con una esplorazione dei diversi paesi dei Castelli Romani.
Tra i piatti più particolari che offre la zona dei Castelli Romani c’è sicuramente la frittata di patate e ramoracce, tipico piatto della città di Rocca di Papa caratterizzato soprattutto da ingredienti poveri come appunto le patate e le ramoracce, una pianta selvatica commestibile che si può trovare nei prati e ai bordi dei boschi dei Castelli Romani, soprattutto nei periodi autunnale e primaverile. Questa frittata in realtà viene preparata senza uova, mescolano le patate schiacciate fino ad ottenere una sorta di purè, e poi aggiungendo le ramoracce lesse, amalgamando tutto con olio extra vergine d’oliva, aglio e peperoncino.
Sempre nei periodi primaverile e tardo invernale, ai Castelli è possibile degustare la Vignarola, il cui nome si può ricollegare ai Vignaroli (operai delle vigne), Gli ingredienti principali della vignarola sono fave, piselli e carciofi romaneschi (cotti apertamente), insaporiti con guanciale o salsiccia, aglio, peperoncino, mentuccia, sale e pepe, sfumati con vino bianco.
Rimanendo in ambito zuppe e soprattutto legumi non si può non citare la zuppa di cicerchia, una pianta leguminosa della stessa famiglia di lenticchie, fave, ceci e fagioli. Questo piatto si può associare alla tradizione culinaria di Monte Compatri, ed è servito come una zuppa con l’aggiunta di sedano, cipolla, carota, e finocchietto selvatico, il tutto accompagnato da pane secco abbrustolito.
Spostandoci verso il mare, oltre Genzano e precisamente a Lanuvio, è possibile degustare un altro piatto tipico molto particolare, l’ova sperse. Si tratta di un’antica ricetta di Lanuvio legata alle tradizioni contadine. Una ricetta molto semplice che consiste nel ottenere un sugo di cipolle e pomodorini cotto per circa 30 min, nel quale vengono rotte le uova 5 minuti prima di fine cottura, in modo che se le uova affondando nel sugo fino a rassodarsi, prima di essere servite.
Altra città dei Castelli Romani che propone un piatto con le uova è Grottaferrarata, con la sua zuppa di uova. Anche in questo caso, trattandosi di una piatto povero, gli ingredienti sono semplici: olio, pomodorini, foglie di alloro per aromatizzare il brodo, nel quale si aprono le uova, cercando di non rompere il tuorlo in modo che l’uovo si possa cuocere fino a solidificarsi lasciando il tuorlo morbido. Il tutto viene servito posizionando sul fondo del piatto fette di pane casareccio di Lariano o Genzano, su cui si versa il brodo e quindi si posiziona al centro il tuorlo dell’uovo cotto.
Da non perdere anche i classici fagioli con le cotiche, fagioli stufati con pomodoro, cotiche di maiale, aromi e serviti caldi con pane casereccio locale. E la trippa alla romana, cucinata al sugo con pomodoro e mentuccia, con una generosa spolverata di pecorino romano.
Le cellette di Rocca Priora sono un tipo di pasta lavorata a mano di forma allungata, come dei cordoncini molto fini simili a cannucce, spesso accompagnare da funghi porcini (altro prodotto di punta delle zone più montuose) o “alla pecorara” con il sugo di castrato, ma non manca anche la versione fatta con sugo di tonno e acciughe dissalate, sicuramente il condimento più usato dai cittadini di Rocca Priora.
Altra tipologia di pasta lunga tipica dei Castelli Romani sono i Cellitti di Lariano, grossi spaghettoni conditi con funghi porcini e serviti sia in bianco che con il sugo di pomodoro. In altre città dei Castelli Romani troviamo altre tipologie di pasta tipica locale, come le Pincinelle di Colonna; si tratta di una pasta lunga (circa 20 centimetri), fatta a mano con acqua e farina, a cui si aggiungono condimenti particolari come le ramoracce, asparagi selvatici o giovani germogli di luppolo selvatico.
Altri primi piatti tipici dei Castelli Romani hanno una storia illustre, come le fettuccine alla papalina, piatto creato probabilmente da un oste romano per il Cardinale Pacelli, che poi diventò Papa con il nome di Pio XII. La ricetta tradizionale prevede fettuccine all’uovo fatte a mano condite poi con prosciutto crudo, cipolla, pepe, parmigiano, pecorino romano e spesso anche piselli.







