PRENOTAZIONI TOUR (+39) 329 7208181 tour@romaguidetour.it

Storie di Roma

Il blog di Fabio Salemme su RomaGuideTour.it

La Scuola di Atene: Raffaello Sanzio conservatore e archeologo

personaggi di roma, storia di roma

CONDIVIDI E STAMPA

C’erano una volta un archeologo conservatore, un ricamatore e un ortodontista… sembra l’inizio di una barzelletta, ma in realtà parleremo oggi di quello che lo spettatore di un’opera d’arte, di solito, ignora. Il turismo moderno spesso ci lascia soltanto un flebile ricordo di ciò che vediamo, un’istantanea. Non abbiamo tanto tempo da dedicare ad un’opera d’arte, la osserviamo fugacemente, finendo per “guardarla senza vederla”. Questo accade spesso anche con le opere di tre grandi maestri del Rinascimento, Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio e Leonardo da Vinci, dei quali vi racconterò storie e curiosità poco conosciute, iniziando con questo articolo da Raffaello.

Pensiamo ad un grande capolavoro di Raffaello: La scuola di Atene (1509-1511). L’affresco si trova ai Musei Vaticani, nella stanza della Segnatura (dal più alto tribunale della Santa Sede, la Segnatura Gratiae et Iustitiae). Il primo messaggio che balza all’occhio in questa stanza è quello del riferimento alla divisione ideale della cultura umanistica tra teologia, filosofia, poesia, giurisprudenza ed alla esaltazione delle categorie neoplatoniche del vero, del bene e del bello, fatte proprie dalla Chiesa Romana in quegli anni.

La filosofia, protagonista di questo affresco di Raffaello, condivide la sua popolarità con i motivi dell’architettura romana tardo-imperiale, riscoperta e rielaborata proprio in quel periodo. Emerge dall’opera un atteggiamento di rispetto e “conservazione” che a quel tempo pochi possedevano.

Sarà stato per questa sua sconfinata passione e per le sue doti che Raffaello verrà nominato da Papa Leone X, nel 1515, “presidente di tutti i marmi e di tutte le pietre che si scaveranno in Roma”. Per questo suo profondo interesse per l’antichità e lo sconforto provato per le distruzioni del suo periodo (“preso dalla pietà per le distruzioni di monumenti causate dal tempo e dagli uomini”), Raffaello nel 1519 decise di scrivere una lettera a Leone X, con parole che oggi risuonerebbero alla stregua di un accorato appello per dire basta allo stato di abbandono dell’architettura della Roma antica. Raffaello ci lascerà una ricostruzione completa dei monumenti dell’antica Urbe. Sempre lui, dopo aver ricevuto la nomina di Presidente delle antichità romane, traccerà una pianta di Roma antica, arricchendola di una relazione per ogni monumento.

L’impegno e la serietà con cui Raffaello condusse tali indagini fanno di lui il fondatore della moderna scienza archeologica e, avendone definito principi e metodi, lo si riconosce anche come il fondatore della scienza del restauro. Insomma… mica poco per 500 anni fa!

Quanti potevano attribuire a Raffaello anche la professione di Conservatore di beni archeologici? Nei prossimi articoli scopriremo anche i profili di Leonardo da Vinci come ricamatore, e di Michelangelo Buonarroti come ortodontista, continuate a seguirci sul blog e attraverso la pagina Facebook di RomaGuideTour.it.

Interessato a visitare i meravigliosi affreschi delle Stanze di Raffaello e tutti i tesori dei Musei Vaticani, scoprendo altri aneddoti sui luoghi, i personaggi e le vicende della Città Eterna? Seguimi nella mia visita guidata alla Basilica di San Pietro e Musei Vaticani, nel tour dei Musei di Roma Antica e Moderna, in quello di Roma antica e archeologica o in un altro delle mie visite guidate a Roma e provincia.

CONDIVIDI E STAMPA