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Storie di Roma

Il blog di Fabio Salemme su RomaGuideTour.it

Quando e Dove Inizia la Tradizione delle Guardie Svizzere in Vaticano?

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Nel nostro ultimo articolo vi abbiamo parlato di Papa Giulio II e del castello fortificato di Ostia. Oggi torneremo a parlare di Papa Giulio II per presentare uno dei simboli iconografici più noti al mondo associati al Vaticano, a parte gli aspetti religiosi e i capolavori d’arte: le Guardie Svizzere.

Quando e dove inizia la tradizione delle Guardie Svizzere in Vaticano? Il 22 gennaio del 1506, dopo quasi 800 chilometri percorsi a piedi lungo la via Francigena su sentieri tortuosi e fangosi, valicando montagne, attraversando fiumi e sfidando neve e tempeste, circa 150 mercenari svizzeri, partiti tre mesi prima da Lucerna agli ordini del comandante Kaspar von Silenen, fecero il loro ingresso nella Città Eterna attraverso la Porta del Popolo, dove ad attenderli si trovava Giulio II Della Rovere, il “papa guerriero“, il cui stemma (una quercia gialla su fondo azzurro) campeggia ancora nella bandiera della Guardia Svizzera. Il 22 gennaio è ancora oggi il giorno in cui il Corpo delle Guardie Svizzere festeggia la propria nascita.

Il papa della Rovere scelse come nome quello di Giulio Cesare, e forse era la persona più indicata ad istituire un Corpo militare d’élite come la guardia pontificia. Da allora le Guardie Svizzere, i cosiddetti “corazzieri del Santo Padre“, fedeli al motto “acriter et fideliter“, hanno dimostrato nel tempo di saper difendere la vita del Papa anche a rischio della propria.

Tour e visite guidate Roma - Vaticano e Basilica di San Pietro - Corpo delle Guardie Svizzere Vaticane
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Qualche tentativo di costituire un corpo di guardie scelte in Vaticano era già avvenuto nel XV secolo, coi papi Sisto IV ed Innocenzo VIII, per utilizzare forze militari contro le mire espansionistiche del Duca di Milano, ma si trattò soltanto di ingaggi specifici “a chiamata“, non di un impegno continuo.

Oggi sembra anomalo associare la Svizzera alla guerra e a grandi guerrieri ricercati dai grandi sovrani europei, ma la cosa non deve meravigliare. Infatti, a quei tempi, la principale risorsa della Svizzera (economicamente parlando) erano i giovani di quelle vallate sperdute e poverissime, che se non avessero voluto patire la fame, avrebbero avuto solo una possibilità: emigrare per mettersi al servizio come militari di questo o quel principe straniero.

All’epoca orologi di lusso, formaggi e cioccolata erano lungi dall’essere disponibili e soprattutto ricercati e, non avendo granché da esportare, la Confederazione dei Cantoni Elvetici pensò di gestire direttamente il commercio di uomini, stabilendo ogni anno quanti ne potevano partire in cambio di grano, sale ed altri beni di prima necessità.

Era molto importate fare attenzione a non inflazionare troppo il mercato e allo stesso tempo tenere in patria le braccia necessarie per la coltivazione dei campi e l’allevamento del bestiame. I prescelti partivano per la stagione estiva, per poi tornare a casa a svernare con la doppia ricompensa del soldo e del bottino di guerra, ancora più ambito del primo.

Tour e visite guidate Roma - Vaticano e Basilica di San Pietro - Corpo delle Guardie Svizzere Vaticane
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Sebbene i soldati svizzeri fossero privi di cavalleria e avessero poca artiglieria, godevano della reputazione di essere di gran lunga i migliori guerrieri del tempo, un po’ come oggi i Marines americani. A quanto pare, la loro bravura sul campo di battaglia era nota anche nel mondo antico come testimoniato già da Cesare, che comunque riuscì a sconfiggerli a Bibracte.

I mercenari svizzeri sono già menzionati dal XIII secolo al servizio d’imperatori, re, duchi e signorotti vari. Infatti quando nel 1495 re Carlo VIII di Francia fece la sua discesa in Italia per conquistare il Regno di Napoli, il nerbo portante del suo esercito era costituito proprio dagli Elvetici, che l’allora Cardinale Giuliano della Rovere (futuro papa Giulio II), riparato ad Avignone per sfuggire alle persecuzioni di papa Alessandro VI Borgia, ebbe modo di vedere all’opera coi propri occhi.

Eletto al soglio pontificio nel 1503 col nome di Giulio II, il novello Papa già all’inizio del 1505 trattò l’ingaggio del primo contingente svizzero, un corpo di 200 mercenari svizzeri al suo servizio. Questa richiesta fu possibile anche grazie ai finanziamenti alla Santa Sede dai mercanti tedeschi di Augusta, in Baviera, Ulrich e Jacob Fugger, che avevano investito negli Stati Pontifici e cercavano a tutti i costi di tutelare i loro interessi in loco. Gli Elvetici furono convinti a scendere a Roma dall’impegno papale di fornitura di soldo, vitto, alloggio e del variopinto abbigliamento “usque ad calceas” (“fino alle calzature”) immortalato nelle Stanze Vaticane da Raffaello in un famoso ciclo di affreschi, mentre la divisa attuale del Corpo fu disegnata circa un secolo fa dall’allora comandante, che prese ispirazione proprio agli affreschi raffaelleschi.

Se non c’è nessuna certezza che la divisa originale sia stata disegnata da Michelangelo, si sa invece che la scelta dei colori non fu casuale, perché il giallo e il blu sono quelli dello stemma del Della Rovere, mentre il rosso fu aggiunto da Leone X de’ Medici, che così volle riprodurre il tricolore presente nel proprio blasone familiare.

Tour e visite guidate Roma - Vaticano e Basilica di San Pietro - Corpo delle Guardie Svizzere Vaticane
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La prima prova del fuoco per il neonato Corpo delle Guardie Svizzere si presentò vent’anni dopo quell’ingresso festoso, in occasione del terribile Sacco di Roma del 1527 costato la vita a circa 150 guardie. (dei 189 svizzeri se ne salvarono solo quarantadue), cioè quelli che all’ultimo momento avevano accompagnato Clemente VII nella fuga lungo il Passetto di Borgo, il passaggio che collega il Vaticano a Castel Sant’Angelo. Il 5 giugno Clemente VII si arrendeva. Per aver salva la vita dovette accettare pesanti condizioni quali l’abbandono della fortezza di Ostia, oltre a quelle di Civitavecchia e Civita Castellana, e delle città di Modena, Parma e Piacenza oltre al pagamento di 400.000 ducati.

Le reclute del corpo delle Guardie Svizzere devono essere necessariamente cittadini svizzeri, cattolici, maschi in età compresa tra i 19 e i 30 anni, di religione cattolica, celibi al momento dell’ingresso nell’ordine, e devono aver fatto un periodo di formazione militare presso l’esercito svizzero,

La Guardia Svizzera pontificia si occupa della vigilanza, della sicurezza e della protezione del Papa all’interno del Palazzo Apostolico e della Città del Vaticano e durante i viaggi papali, oltre che dei servizi d’onore durante le udienze e i ricevimenti. La Guardia Svizzera protegge, congiuntamente con il Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, le cerimonie nella Basilica di San Pietro e nell’Aula Paolo VI; si occupa inoltre del controllo degli accessi in Vaticano e, durante la sede vacante, della protezione del collegio cardinalizio.

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Tour e visite guidate Roma - Vaticano e Basilica di San Pietro - Corpo delle Guardie Svizzere Vaticane
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