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Storie di Roma

Il blog di Fabio Salemme su RomaGuideTour.it

Apertura di Primavera al Roseto Comunale di Roma al Colle Aventino

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“Una rosa, è una rosa, è una rosa” cosi diceva la scrittrice Gertude Stein nel 1922, in un verso poetico divenuto celeberrimo. E non c’è verso migliore per accompagnarci nella descrizione di uno dei luoghi più suggestivi di Roma, il Roseto Comunale. La stagione bella è definitivamente arrivata, e infatti continuiamo a suggerirvi attività  all’aria aperta e in mezzo alla natura, come nel caso del nostro recente articolo sull’Orto Botanico di Roma.

Il Roseto Comunale di Roma è uno dei roseti urbani più belli del mondo. Si trova in pieno centro storico a Roma, sulle pendici del colle Aventino, di fronte ai resti delle dimore imperiali del Palatino, e sospeso sull’antica Valle Murcia occupata dal Circo Massimo. Un crocevia denso di storia e di significati. Da queste pendici la vista spazia dal Palatino a S. Maria in Cosmedin, si ammira la cupola della Sinagoga del Ghetto Ebraico e le altezze del Vittoriano a Piazza Venezia.

La bellezza del Roseto Comunale di Roma, che ospita ben 1100 varietà  di rose, è la sua vita breve, legata alla delicatezza e alla temporaneità  della rosa, che sboccia in un determinato periodo dell’anno, la primavera. La delizia del Roseto, infatti, dura appena due mesi; apre al pubblico tradizionalmente il 21 aprile e chiude la domenica che cade a metà giugno. In questo breve arco di tempo le rose fioriscono e offrono il meglio del loro profumo e della loro bellezza. In questi due mesi l’ingresso è libero e gratuito e i visitatori possono passeggiare sul prato, annusare le rose, ammirarne le fattezze e i colori e godere di un luogo centrale eppure appartato.

Quest’anno le date di apertura e chiusura primaverile dell’area collezioni del Roseto Comunale di Roma sono: da venerdì 21 aprile fino a domenica 11 giugno 2023.   La zona concorso è visitabile dal 21 maggio, il giorno dopo le premiazioni del Concorso “Premio Roma” per le nuove varietà di rose. Sarà possibile ammirare le rose vincitrici del celebre concorso.

Gli orari di apertura per la Zona Collezione sono 8.30 – 19.30 con orario continuato, tutti i giorni compresi fine settimana e festivi, fino a domenica 11 Giugno. Quelli per la Zona Concorso sono 8.30 – 19.30 con orario continuato, tutti i giorni compresi fine settimana e festivi, da domenica 21 maggio fino a domenica 11 giugno.

In autunno per il Roseto Comunale di Roma riapre le sue porte al pubblico per pochi giorni, perché alcune varietà  di rose rifioriscono a ottobre; è proprio questa bellezza effimera e di breve durata a rendere ancora più prezioso questo angolo romano.

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Come tutti i luoghi di Roma, anche il Roseto ha una storia che parte da lontano: nell’antica Roma dove oggi risiede il Roseto Comunale di Roma sorgeva il Tempio di Flora, la dea della fioritura che presiedeva al risveglio della primavera e che, per allargamento del termine, sovrintendeva su tutto ciò che sboccia: la gioventù, i sensi amorosi e le speranze. Flora era una divinità romana dal carattere gioioso e con una predisposizione al piacere e alla sensualità.

Dal III secolo a.C. furono dedicate delle feste propiziatorie alla dea Flora, i Floralia, che celebravano l’arrivo della primavera e la fioritura dei semi attraverso giochi, danze, e spettacoli. I Floralia dell’antica Roma si svolgevano abitualmente tra il 28 aprile e il 3 maggio. Il popolo accorreva indossando vesti colorate e la gioia e l’ilarità  aveva il sopravvento su tutto: una festa della rinascita e della fecondità.

La dea Flora e il suo significato rappresentano oggi una straordinaria continuità  topografica e di concetto per il Roseto Comunale di Roma. Nel Medioevo la zona venne adibita ad orti e vigneti, e nel 1645 le pendici dell’Aventino furono trasformate nel cimitero della comunità ebraica di Roma. La comunità  ebraica aveva un suo cimitero a Trastevere, all’interno di Porta Portese, ma la zona nel Seicento fu interessata dalla costruzione delle nuove mura e del nuovo ingresso monumentale, e il sepolcreto fu spostato.

Il nuovo cimitero ebraico all’Aventino vivrà  per trecento anni, e dal 1895 non sarà  più attivo essendo stata inaugurata la zona israelitica del Cimitero Verano. Negli anni Trenta, con la nuova riorganizzazione urbanistica voluta da Mussolini, il cimitero fu smantellato e vennero riesumate, con grande velocità, circa 7.800 salme e asportati più di 300 monumenti funebri.

Da questo contesto nascerà l’attuale Via del Circo Massimo. Dell’antico cimitero rimarranno solo alcuni cipressi che ancora oggi si vedono in prossimità del Roseto Comunale, mentre la memoria israelitica è affidata ai vialetti del Roseto Comunale, progettati in forma di menorah, il candelabro ebraico a sette braccia. All’ingresso, a perenne memoria, vi sono riprodotte le Tavole delle Leggi di Mosè.

Il Roseto Comunale di Roma che possiamo ammirare oggi all’Aventino venne creato negli anni Cinquanta, e ha una storia a sua. Fu creato dalla volontà della Contessa Mary Gailey Senni, americana volitiva e di carattere, e grande appassionata di rose. Mary Galley Senni creò infatti nel 1932 il primo roseto romano sul Colle Oppio: di piccole dimensioni, ma con vista diretta sul Colosseo.

Distrutto dalla seconda guerra mondiale, il Roseto di Colle Oppio trovò nuova vita proprio sulle pendici dell’Aventino e fu diviso in due zone: la più alta e più ampia, che conserva la collezione di 1.100 varietà  di rose, e quella più a valle, più contenuta, in cui si svolge ogni anno, la terza domenica di maggio, il Premio Roma, il concorso che elegge le varietà  più belle di rose inedite. Istituito nel 1933, il Premio Roma è stato ideato e creato proprio dalla Contessa Gailey Senni, è ed ancora oggi un momento di mondanità  della Capitale.

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