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Storie di Roma

Il blog di Fabio Salemme su RomaGuideTour.it

L’Acquedotto Alessandrino a Parco Sangalli, TorPignattara

luoghi di roma, storia di roma

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Passeggiare in un parco può essere un ottimo fuori programma per sfuggire al caos cittadino, riscoprire la natura e la campagna romana e certamente per un momento di relax in spazi aperti “socially distanced”.  A volte può anche essere anche l’occasione per “creare” e fare arte contemporanea. Tra i parchi romani che stimolano la cultura c’è sicuramente il Parco Sangalli a Tor Pignattara, quartiere già famoso per le innumerevoli opere di Street Art. Tra gli eventi che vedono protagonista questo parco ogni anno c’è sicuramente il festival RGB Light Experience, che ogni anno prende possesso di varie locations tra il quartiere di Pigneto, quello di Malatesta e quello di TorPignattara, piazzando anche installazioni interattive al Parco Sangalli, che tra l’altro ospita la parte più monumentale dell’Acquedotto Alessandrino.

Ma prima di parlare di questo festival e dell’arte contemporanea è bene spendere due parole sulla location, caratterizzata dalla suggestiva scenografia dei resti dell’Acquedotto Alessandrino (Aqua Alexandrina), l’undicesimo acquedotto dell’antica Roma, edificato nel 226 d.C. dall’imperatore Alessandro Severo (11 marzo 222 – 19 marzo 235). La sua realizzazione era finalizzata all’approvvigionamento idrico delle terme di Nerone, situate in Campo Marzio presso il Pantheon, zona dove oggi sorge la sede del Senato della Repubblica Italiana, Palazzo Madama. Le Terme di Nerone furono radicalmente ristrutturate dallo stesso imperatore Alessandro Severo, e per tale motivo da allora assunsero anche la denominazione di Terme Alessandrine (Thermae Alexandrinae). Le sorgenti di questo acquedotto erano ubicate in località “Pantano Borghese” nei pressi del XIV miglio dell’antica via Prenestina e a circa 3 km a nord dell’abitato di Colonna.

Il percorso dell’Acquedotto Alessandrino si sviluppava in buona parte su arcuazioni, mentre i tratti sotterranei erano limitati a cunicoli (di circa 70 centimetri di larghezza per 1,80 metri di altezza) per oltrepassare le alture. Le arcate dell’Acquedotto Alessandrino si sviluppano in sotterranea fino alla tenuta di Torre Angela e sono tuttora visibili nei tratti successivi, come nella zona di Centocelle dove le arcate raggiungono la massima quota, tra i 20 e i 25 m, per finire nella zona della “Marranella”, dopo la quale raggiunge, in percorso sotterraneo ad oggi sconosciuto, la zona di Torpignattara.

Da questo punto l’acquedotto procedeva nuovamente interrato fino ad entrare in Roma nella zona cosiddetta ad spem veterem, nei pressi dell’attuale Porta Maggiore dove confluivano altri acquedotti (vedi nostro articolo precedente). Nelle vicinanze della porta doveva trovarsi la piscina limaria, che filtrava le acque prima di giungere nel bacino di decantazione per la purificazione delle acque precedente alla distribuzione in fonti pubbliche. L’Acquedotto Alessandrino giungeva alle Terme di Nerone dopo un percorso di circa 22 km. Si è calcolato che la portata giornaliera di acqua fosse pari a 21.632 m3, circa 250 litri al secondo pari a quella dell’Acquedotto Claudio. Oggi le stesse sorgenti sono utilizzate dall’Acquedotto dell’Acqua Felice, realizzato nel 1585 per volontà di papa Sisto V.

I restauri compiuti dal papa Sisto V in zona Arco di Travertino danneggiarono gravemente l’antico acquedotto, venne infatti distrutto l’arco origine del toponimo che consentiva all’acquedotto l’attraversamento della via Latina; più oltre, lungo il vicolo del Mandrione, che corre tra i condotti dell’Aqua Claudia e dell’Aqua Marcia, i pilastri furono forati per il passaggio del nuovo acquedotto Felice, che corre più in basso per poi giungere a Porta Maggiore, inglobato nelle Mura Aureliane.

Partendo dalla suggestiva scenografia di Parco Sangalli, inserito in questo storico quartiere popolare di Roma sono state svolte numerose iniziative spesso per allontanare l’etichetta di posto degradato o periferico di Roma che caratterizza tutte le periferie delle grandi città. Tra i progetti recenti di RGB Light Experience c’è sicuramente da menzionare il Progetto H2O, un progetto interattivo di land art dell’artista Burningmax, al secolo Massimo Burgio. Lo menzioniamo con piacere anche perché noi di RomaGuideTour, circa un anno fa, abbiamo partecipato ad uno dei progetti d’arte per il festival RGB 2019, il Progetto H2O, ed abbiamo passato giornate intere (e nottate) a Parco Sangalli.

Il Progetto H2O è un progetto collettivo d’arte interattiva che parte da una dimensione concettuale a più livelli, intersecati anche con alcuni riferimenti di attivismo sociale. L’allarme ambientale legato alla scarsità di acqua potabile come risorsa vitale a livello globale incrocia percorsi con il ruolo delle grandi società di acqua / bevande nel controllo e monopolio delle risorse idriche, per produrre costantemente volumi insostenibili di prodotti di consumo e troppo plastica, al punto che è diventata una vera minaccia per l’ambiente.

Gli elementi interattivi spostano l’attenzione sulla responsabilità, sia a livello globale che a livello di ciascun individuo, per il degrado planetario causato dall’impatto negativo della plastica, poiché lo stato di quiete dell’installazione si trasforma in caos non appena l’opera d’arte interagisce con le persone. Questo radicale cambio di stato è il vero allarme chiave per sensibilizzare sui pericoli che derivano dall’uso indiscriminato e irresponsabile e dallo spreco di plastica, un vero problema che costituisce un grave pericolo planetario, portando instabilità nell’ambiente globale della Terra. E noi di RomaGuideTour siamo contentissimi di aver contribuito a questo progetto. Trovate una bella foto dell’installazione d’arte a Parco Sangalli alla fine di questa pagina.

Vuoi saperne di più sui percorsi su parchi e acquedotti, e scoprire aneddoti sui luoghi, i personaggi e le vicende della Città Eterna? Seguitemi nella mia visita guidata alle Fontane e Acquedotti di Roma o in un altro dei miei tour e visite guidate a Roma e provincia.

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