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5 Famosi Miti sul Colosseo da approfondire

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RomaGuideTour - Visite guidate a Roma | Parco Archeologico di Ostia Antica: abitazioni e domus

Il Colosseo è famoso, probabilmente lo avete visitato di persona o almeno visto in documentari, film, e programmi tv. il Colosseo è anche uno dei monumenti più iconici della città di Roma e uno dei più famosi monumenti antichi al mondo, ma è anche un monumento la cui storia è oscurata da malintesi e confusi luoghi comuni. Con questo post sveliamo 5 cose che probabilmente non sapevate sulla mitica arena di gladiatori dell’antichità, e cercheremo di sfatare anche qualcuno di quei luoghi comuni.

1) Il Colosseo è un monumento antico, ma non è il più antico da vedere a Roma.

Roma non è stata costruita in un giorno”: ci è voluto molto più tempo per costruire una Città che, con centinaia di chiese, musei, parchi archeologici, ville, palazzi è ancora una delle città più affascinanti del pianeta. Il 25 aprile 2021 la Roma ha festeggiato il suo 2773° compleanno e solo pochi luoghi della città risalgono ai primi secoli della sua storia: alcune tombe nel Foro, le cosiddette “Capanne di Romolo” in cima al Palatino, alcuni resti casuali di templi monarchici ma non molto di più. E il Colosseo? Sarà il monumento più iconico di Roma ma, dato che la sua costruzione è stata avviata da Vespasiano nel 70 d.C., e conclusa da Tito, che lo inaugurò il 21 Aprile dell’80 d.C., il Colosseo ha “appena” 1942 anni: questo significa che è piuttosto nuovo, in realtà!

2) È colossale, ma non è per questo che lo chiamiamo “Colosseo”.

Il Colosseo non si è sempre chiamato così, e nell’antica Roma era piuttosto conosciuto come “Anfiteatro” o “Anfiteatro Flavio”, con riferimento alla famiglia imperiale che lo commissionò e ne finanziò la costruzione, la famiglia Flavia, e in particolare tre membri della famiglia: gli imperatori Vespasiano (69-79 d.C.), Tito (79-81) e Domiziano (81-96 d.C.). I romani rimasero assolutamente affascinati dalle sue incredibili dimensioni e dalla sua perfezione architettonica ma anche da una statua che si ergeva proprio accanto ad essa, una statua in bronzo che era stata eretta dall’imperatore Nerone nella valle dove un tempo sorgeva la Villa di Nerone, la famosa Domus Aurea.

Nerone morì nel 68 d.C. e in pochi mesi tre imperatori presero il potere e morirono prima che Vespasiano avesse la possibilità di sedersi sul trono imperiale nel 69 d.C. Quando Vespasiano prese il potere, decise di cancellare lentamente la memoria di Nerone eliminando fisicamente ciò che aveva costruito a Roma: così fu eretto l’Anfiteatro Flavio dove Nerone aveva scavato le fondamenta per un lago artificiale, e la statua raffigurante il crudele imperatore fu rimodellata e il volto di Nerone fu trasformato in quello del dio solare Apollo. La statua era così grande, alta e lucente che la gente iniziò a parlarne mentre si recava all’Anfiteatro Flavio: “Vado al Colosseo!”. “Ci vediamo al Colosso”. Fu così che l’Anfiteatro divenne “l’Anfiteatro del Colosso” o semplicemente “il Colosseo”.

3) Per accedere al Colosseo era necessario un biglietto, ma nessuno doveva pagare!

La posizione delle persone all’interno del Colosseo rifletteva la natura altamente stratificata della società romana. Le persone dovevano sedersi in base alla loro posizione nella società romana: più si era vicini al palco, più si era importanti. Nessuno infatti voleva salire quei gradini incredibilmente ripidi fino in cima e, se necessario, era perché non si era un membro importante della società. Esistevano diverse classi di biglietti, che riflettevano le classi sociali. Su ogni biglietto erano indicati più numeri, che indicavano la porta riservata per entrare al Colosseo (si possono ancora vedere, sulla facciata, i numeri romani che numerano le porte originali del Colosseo), il livello e anche il numero del posto, per chi fosse così importante da averne uno riservato.

Ma come si faceva per avere i biglietti? Il tema è ancora dibattuto e quindi non andremo in profondità con questo, trattandosi di un argomento molto controverso, ma quello che sappiamo è che sono venivano distribuiti gratuitamente alla gente, come strategia utilizzata dalle istituzioni per ottenere il sostegno e il favore delle masse. E, chiaramente, se i plebei non pagavano, non lo facevano neanche senatori e patrizi, che invece ricevevano i biglietti numerati in funzione del loro grado di relazione con l’imperatore e le classi abbiette.

RomaGuideTour - Visite guidate a Roma - Colosseo
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4) Molti gladiatori sono morti, sfortunatamente, ma… non così tanti.

Il Colosseo fu aperto al pubblico per la prima volta nell’80 d.C. L’imperatore Tito accolse il popolo di Roma con un numero surreale di animali selvaggi e gladiatori, che si sono esibiti per 100 giorni di seguito. Cassio Dione, che ha scritto un’importante storia romana in 80 libri, ci ha raccontato che 5000 gladiatori sono morti durante lo spettacolo inaugurale.

Il numero è scioccante e triste ma è sbagliato pensare che i gladiatori fossero visti semplicemente come “carne da macello”. Non tutti, almeno. C’erano “gladiatori di serie A” e “gladiatori di serie inferiore”. Quelli di serie inferiore erano persone che venivano semplicemente messe sul palco per combattere senza essere state addestrate o preparate per questo. Erano criminali, prigionieri di guerra, disertori e altre persone che appartenevano a determinate categorie odiate e, ovviamente, a nessuno poteva importare di meno del loro destino. Tra loro anche i Cristiani nell’epoca della persecuzione da parte dell’impero.

C’erano poi i gladiatori professionisti, formati nelle scuole di gladiatori, nutriti e accuditi affinché potessero offrire uno spettacolo sensazionale al pubblico. Erano come i nostri moderni “lottatori”; combattevano in modo coreografico e sapevano sopravvivere sul palco. Era raro che fossero uccisi, e spesso non venivano neanche feriti nei combattimenti. La gente li amava e voleva rivederli sul palco: questo è il motivo per cui probabilmente hanno lottato duramente fino alla morte e sicuramente si sono fatti curare dai migliori medici.

Mary Beards, nel suo fantastico libro sul Colosseo, afferma che “8.000 morti nell’arena all’anno sono una stima provvisoria, non un gran peso, si potrebbe inizialmente pensare, per un impero con una popolazione totale di 50-60 milioni di persone. Ma, di fatto, 8000 morti all’anno equivarrebbero a circa l’1,5 per cento di tutti i ventenni. Vista in questi termini, la morte dei gladiatori ha costituito un enorme drenaggio di risorse umane”. E. ad essere onesti, suonerebbe terribile come sembra anche se solo una persona fosse stata uccisa per uno spettacolo di propaganda. Ma erano altri tempi in cui la vita umana non aveva il valore di oggi.

5) Pollice su, pollice giù…

Nel Phoenix Art Museum in Arizona c’è un magnifico dipinto di Jean-Léon Gêrome, intitolato “Pollice Verso“. Il dipinto cattura il momento in cui il pubblico chiede il massacro di un gladiatore sconfitto, mostrando i pollici rivolti verso il basso. Si suppone che questa potente immagine abbia ispirato Ridley Scott e il suo film, Il Gladiatore. Lui stesso una volta disse: “Quell’immagine mi parlò dell’Impero Romano in tutta la sua gloria e malvagità. Sono stato agganciato“.

Ma sarà vero? Era davvero il segno per porre fine alla vita di un gladiatore? Gli studiosi dibattono da anni sul segno convenzionale per salvare o condannare un gladiatore, e finora ci sono così tante teorie che sembra del tutto impossibile trovare una soluzione a questo mistero. Alcuni storici pensano che i gesti “pollice su” e “pollice giù” siano stati usati esattamente come li usiamo oggi; altri studiosi sostengono che fosse invece il segno per la decisione di vita o di morte. Altri membri del mondo accademico ci hanno fornito una versione della storia che finora è la nostra preferita. Sarebbe stato impossibile usare semplicemente un pollice per dare un ordine in un edificio così grande, e sembra quindi che l’imperatore e il popolo combinassero quel gesto con un comando vocale: probabilmente “iugula” (“giugulare“) per “uccidilo!”, gridato indicando la trottola con il pollice, e “mitte” (“congedalo”), con un gesto che simulava di rinfoderare una spada muovendo il pollice verso il basso.

Affascinati dalle storie sul Colosseo? Volete conoscerne di più? Seguitemi allora nel mio tour dedicato al Colosseo e ai Fori Imperiali. Vi promettiamo che ne uscirete con il pollice in alto, quindi non ci saranno vittime!

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