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Il blog di Fabio Salemme su RomaGuideTour.it

Tutte le Opere di Michelangelo a Roma

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Oggi torniamo a parlare di uno dei grandi maestri del Rinascimento, un genio che condizionerà e influenzerà non solo gli artisti della sua epoca, ma anche quelli delle epoche successive: Michelangelo Buonarroti. Abbiamo già parlato in alcune occasioni di Michelangelo nel nostro blog, ma non abbiamo mai dato al “Maestro” tutto lo spazio che il suo genio e la sua opera meritano. Di conseguenza, preparatevi ad una serie di articoli che pubblicheremo questo mese per analizzare in dettaglio alcune delle sue opere scultoree più famose: la Pietà alla Basilica di San Pietro, il Mosè in San Pietro in Vincoli, e il Cristo PortaCroce a Santa Maria Sopra Minerva.

Avevamo menzionato il Buonarroti nel nostro ultimo articolo a proposito delle storie d’amore e di passione a Roma attraverso i secoli, dove non ci è sfuggito di segnalarvi il suo amore platonico e intellettuale per Vittoria Colonna, Marchesa di Pescara. In questo articolo invece vi parleremo della ricchezza di opere che Michelangelo ha realizzato per Roma; opere che hanno influenzato diversi artisti, che elaborando il suo stile in diverse varianti, hanno continuato a caratterizzare correnti e stili con l’influenza di Michelangelo fino agli inizi del 1700. Basta solo pensare a tutte le chiese di Roma, per le quali molti artisti barocchi hanno sviluppato il “monumentalismo del Buonarroti” in qualcosa di nuovo che celebrerà la grandezza del Papa e il potere della Santa Romana Chiesa.

Iniziamo ad elencare l’eredità artistica di Michelangelo a Roma, che include dipinti, sculture, progetti, monumenti, e tanto altro, partendo dalla Pietà alla Basilica di San Pietro, che l’artista fiorentino ha realizzato in Vaticano tra il 1497 e il 1499. La Pietà di Michelangelo è un’opera che preannuncia con oltre tre secoli di anticipo il dogma dell’Immacolata Concezione, che verrà istituito ufficialmente nel 1854 dall’ultimo Papa Re, Papa Pio IX. La Pietà di Michelangelo si merita un articolo a sé stante, che pubblicheremo presto.

La bellezza della Pietà di Michelangelo attirò sull’artista fiorentino, allora poco più che ventenne, diverse commissioni di alto livello, a partire da quella di Papa Giulio II: la costruzione di una grande tomba da realizzarsi dentro la Basilica si San Pietro. Un’opera monumentale alta più di 5 metri e decorata su 4 facciate con circa una quarantina di statue in scala superiore al naturale. Un progetto cosi ambizioso e costoso che non vide mai la luce; basti pensare che solo la scelta ed estrazione dei blocchi di marmo richiese oltre 8 mesi. La Tomba di Giulio II che conosciamo oggi è un monumento più modesto, realizzato 40 anni dopo il primo progetto firmato dal Buonarroti nel 1505. Alcune delle sculture realizzate per la Tomba di Giulio II, come le statue di Lia e Rachele, furono realizzate o ultimate da aiutanti di Michelangelo successivamente, nel 1542, per chiudere il contratto, che si era protratto ben oltre le scadenze originali.

Altra statua importante di Michelangelo a Roma è quella che era già presente sin dal primo progetto per la Tomba di Giulio II, il famoso Mosè in San Pietro in Vincoli, realizzato da Michelangelo tra il 1513 e il 1515. Per la realizzazione della scultura del Mosè l’artista fiorentino riutilizzò un blocco di marmo di quelli previsti per la costruzione della Tomba di Giulio II, cambiando la posa del soggetto e passando da una posa frontale ad una posa in torsione laterale. Vi parleremo presto di questo capolavoro scultoreo rinascimentale di Michelangelo in un nuovo articolo.

Di qualche anno dopo (1519-1520) ed ugualmente importante nella produzione scultorea di Michelangelo per Roma, è la realizzazione da parte del Buonarroti del Cristo della Minerva, o Cristo PortaCroce a Santa Maria Sopra Minerva; un’opera che fu realizzata due volte a causa di una imperfezione nel marmo, dettaglio che evidenzia l’abnegazione e il perfezionismo con cui il Maestro fiorentino sviluppava per le sue creazioni artistiche. Il Cristo PortaCroce, al pari della Pietà e del Mosé di Michelangelo, merita un discorso a parte, e un articolo dedicato, che pubblicheremo presto.

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Michelangelo nasce come scultore, e la scultura fu la sua forma preferita di espressione artistica per tutta la vita. Ma sono soprattutto due opere pittoriche che lo hanno reso famoso in tutto il mondo, entrambe contenute negli affreschi della Cappella Sistina: la prima è quella che ci racconta la Genesi (opera realizzata tra il 1508 e il 1512), e la seconda, la più famosa, è quella che rappresenta la fine del mondo e dell’umanità, il Giudizio Universale, realizzato dal Buonarroti nella Cappella Sistina tra il 1537 e il 1541. Ricordiamo che Michelangelo non fu l’unico artista a realizzare gli affreschi della Cappella Sistina, che è arricchita anche da opere del Perugino, di Pinturicchio, di Botticelli, di Signorelli e di Rosselli, come vi abbiamo raccontato in un nostro presedente articolo.

In passato abbiamo pubblicato altri vari aneddoti sull’opera di Michelangelo Buonarroti in Vaticano, come le curiosità sulle vicende di Michelangelo durante la realizzazione della Cappella Sistina, che quasi gli costarono una scomunica, o il nostro articolo corredato da una tavola a fumetti, nel quale vi narriamo gli screzi che Michelangelo ebbe a proposito di tecniche pittoriche, durante la realizzazione della Cappella Sistina, con Sebastiano del Piombo

Quelli della Cappella Sistina non sono gli unici affreschi di Michelangelo presenti in Vaticano. Non molto distante dalla Cappella Sistina troviamo altri affreschi del Buonarroti nella Cappella Paolina: la Conversione di San Paolo, realizzata tra il 1542 e il 1545, e la Crocifissione di San Pietro, realizzata tra il 1545 e il 1550. Queste due opere di Michelangelo chiudono simbolicamente il Rinascimento, aprendo la strada al Manierismo e alle atmosfere cupe e cariche di pathos dell’arte Barocca, tipiche del periodo della controriforma.

Michelangelo è ancora presente in Vaticano con altri affreschi, ma realizzati da Raffaello, quelli della Scuola di Atene. Qui Michelangelo non è “regista” e autore dell’affresco, ma “attore” nella scena rappresentata da Raffaello nel celebre affresco dei Musei Vaticani, una scena in cui vediamo rappresentato Michelangelo insieme ad altri celebri personaggi dell’epoca. Alla Scuola di Atene abbiamo dedicato in passato due articoli, uno su come Michelangelo è rappresentato da Raffaello nell’affresco, l’altro focalizzato sulla figura e il ruolo di Leonardo Da Vinci nel celebre affresco di Raffaello.

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Michelangelo è autore a Roma anche di diverse opere architettoniche meno conosciute, come la facciata della Cappella Privata di Leone X a Castel Sant’Angelo, realizzata tra il 1514 e il 1515, e di opere che completò in corso d’opera, come la facciata di Palazzo Farnese (1546-1550), e ancora altri progetti lasciati incompiuti e completati o modificati in seguito da altri artisti, come la già citata Tomba di Giulio II, ma soprattutto diverse opere a partire dalla stessa Basilica di San Pietro.

Mentre il progetto originale della Basilica di San Pietro è di Michelangelo, che ci lavorerà tra il 1546 e il 1563, sarà Pietro Maderno a completarne la facciata, mentre Gian Lorenzo Bernini sarà incaricato di realizzarne gli aspetti di decorazione. Per il progetto della Basilica di San Pietro non tutte le indicazioni del progetto iniziale di Michelangelo furono rispettate, a partire dal fatto che nel progetto di Michelangelo la Basilica di San Pietro doveva avere una pianta a croce greca e non avrebbe dovuto sfoggiare troppe decorazioni, per evocare la povertà del Cristianesimo delle origini. La Cupola della Basilica di San Pietro sarà invece completata da Giacomo Della Porta, l’allievo di Michelangelo che ha portato avanti l’eredità artistica del Buonarroti su vari progetti.

La mano di Michelangelo Buonarroti è presente anche in varie opere architettoniche della Città del Vaticano ma realizzate da altri, come nel caso del Cortile del Belvedere, realizzato dal Bramante, per il quale Michelangelo realizzò nel 1550 il progetto dello Scalone del Cortile del Belvedere, in seguito modificato da Pirro Ligorio.

Furono seguite alla lettera le indicazioni di un progetto del 1560 di Buonarroti anche per la costruzione della Cappella Sforza in Santa Maria Maggiore, completata da Giacomo Della Porta, e per la Tomba di Cecchino de’ Bracci, monumento funebre in marmo progettato da Michelangelo nel 1544 per un suo giovane amico scomparso, situato nella Chiesa di Santa Maria in Aracoeli, la cui realizzazione fu affidata ad un altro collaboratore di Michelangelo, Francesco Amadori detto Urbino. I disegni preparatori di Michelangelo per il ritratto marmoreo di Cecchino de’ Bracci sono conservati in Inghilterra, alla Galleria di Windsor.

In altre occasioni, i disegni di Michelangelo per opere monumentali a Roma furono modificati nella concezione della spazialità e per l’impianto decorativo; basti pensare alla Piazza del Campidoglio, progetto di Michelangelo completato dal suo allievo Giacomo Della Porta. E’ infatti di Michelangelo il progetto originale per la Piazza del Campidoglio, con pavimentazione geometrica, il Palazzo dei Conservatori, il Palazzo Senatorio, la statua di Marco Aurelio e l’imponente scalinata della “Cordonata”, progettata per essere percorsa anche a cavallo. Fu però Giacomo della Porta ad eseguire i lavori della Cordonata, rispettando fedelmente i disegni di Michelangelo, e a completare molti dei progetti di Michelangelo dopo la morte del suo Maestro.

Giacomo della Porta è anche l’architetto che ha realizzato la Chiesa di San Luigi dei Francesi nel 1589, partendo da un progetto iniziale del 1518 del francese Jean de Chenevières e dalla progettazione e lavori del 1580 a cura di Domenico Fontana. Completandone i lavori nel 1589, Giacomo Della Porta è responsabile della riprogettazione della Chiesa di San Luigi dei Francesi in stile manierista, a partire dalla facciata stessa, che è interamente opera di Giacomo della Porta.

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Tornando a Michelangelo, ci sono a Roma molte altre opere che portano la sua firma, ma i cui progetti sono stati completati dopo la morte del Maestro. Tra i più importanti, possiamo citare la facciata di Porta Pia, progettata da Michelangelo tra il 1561 e il 1564, e completata dall’architetto e scultore siciliano Giacomo Del Duca, allievo di Michelangelo, dopo la morte del Maestro nel 1564. O ancora il progetto di Michelangelo del 1561 per la ristrutturazione della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, lavori poi completati da Giacomo Del Duca e Luigi Vanvitelli, una storia dai risvolti interessanti di cui vi parleremo presto.

Ci sono anche progetti di Michelangelo che non vennero mai realizzati, come quello per la Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, progetto su cui Michelangelo lavorò tra il 1559 e il 1560), ma che fu realizzato da altri creando un paradosso, visto che la chiesa della comunità fiorentina a Roma non seguì il progetto del più illustre artista fiorentino.

Nel caso foste curiosi, la Basilica di San Giovanni dei Fiorentini è un capolavoro barocco sito in prossimità di Via Giulia, ed è il risultato di oltre due secoli di lavori, e dell’avvicendamento di vari architetti rinascimentali e barocchi. La vera progettazione iniziale non è di Michelangelo ma di Donato Bramante, che presentò un primo disegno nel 1508 a cui seguirono i progetti di Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio, Baldassarre Peruzzi e Jacopo Sansovino. Quest’ultimo vinse il concorso nel 1518, e iniziò la costruzione della Basilica di San Giovanni dei Fiorentini nel 1519. Il progetto di Sansovino fu però rivisto da Antonio da Sangallo il Giovane, che risolse alcune difficoltà strutturali legate alla vicinanza del Tevere, e seguito anche da Giacomo della Porta e Carlo Maderno, quest’ultimo autore della famosa cupola “allungata” e anche “ospite” della basilica, che conserva le sue spoglie, oltre a quelle di Francesco Borromini. La Basilica di San Giovanni dei Fiorentini sarà finalmente completata nel 1734, con l’aggiunta della facciata in travertino e stile classico, progettata dall’architetto Alessandro Galilei.

Concludiamo qui questa panoramica sul lavoro, le opere e l’eredità di Michelangelo Buonarroti a Roma. Ma non prima di lasciarvi con un’ultima curiosità su Michelangelo, di cui forse i nostri lettori più giovani non sono al corrente. Michelangelo Buonarroti è stato uno degli artisti più importanti e influenti della storia d’Italia, al punto che nel 1962 la Repubblica Italiana ha celebrato l’artista mettendo in circolazione una popolare banconota che da 10.000 Lire che lo raffigurava – 5€ all’epoca della conversione all’Euro, ma che oggi avrebbero un potere d’acquisto quasi doppio, mentre le banconote, oramai fuori circolazione, valgono oggi circa €100 sui mercati di collezionisti.

La celebre banconota da 10.000 Lire che riportava il volto di Michelangelo sul fronte e l’immagine della Piazza del Campidoglio sul verso, è rimasta in circolazione, con varie emissioni e modifiche marginali a colori e filigrane, fino al 1977, quando è stata gradualmente sostituita dalla nuova versione della banconota, raffigurante Nicolò Machiavelli, a cui è seguita l’ultima serie di banconote da 10.000 Lire, raffiguranti Alessandro Volta, che restarono in circolazione fino all’arrivo dell’Euro, l’1 gennaio 2002.

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Se volete saperne di più sulle opere di Michelangelo a Roma, siamo a vostra disposizione con i nostri tour e visite guidate a Roma e dintorni, a partire dai nostri classici tour in Vaticano e alle visite guidate ai Musei Vaticani, fino ad una vasta scelta di tour classici romani, passando anche per tour personalizzati sulle vostre esigenze, come potrebbe essere ad esempio un tour dedicato a Michelangelo a Roma, perché no?

Contattateci per info e prenotazioni, e continuate a seguire le storie di Roma del blog RomaGuideTour, e i nostri post sulle reti sociali. Vi invitiamo a seguirci perché, come promesso, nelle prossime settimane pubblicheremo nuovi articoli in cui analizzeremo in dettaglio i tre più importanti capolavori scultorei di Michelangelo a Roma: la Pietà alla Basilica di San Pietro, il Mosè in San Pietro in Vincoli, e il Cristo Porta Croce a Santa Maria Sopra Minerva.