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Il Primo Giubileo del 1300: Motivazioni, Numeri e Celebrità

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Per la Chiesa cattolica il Giubileo è l’anno santo che corrisponde alla remissione dei peccati, un percorso spirituale che porta milioni di pellegrini da ogni parte del mondo fino a Roma. Le origini di questo evento si devono ricollegare negli anni che seguirono la rinuncia del soglio pontificio da parte di Celestino V e alla nomina del suo successore, papa Bonifacio VIII.

Sappiamo che papa Bonifacio VIII pensò d’istituire il primo anno santo della storia cristiana mediante la Bolla Antiquorum habet fida relatio emanata il 22 febbraio 1300. Si pensa che il papa si fosse ispirato ad un’antica tradizione ebraica di cui non esisteva traccia in quella cristiana se non nella leggenda dell’Indulgenza dei Cent’anni. Questa bolla concedeva l’indulgenza plenaria a tutti coloro che avessero fatto visita trenta volte, se erano romani, e quindici se erano stranieri, alle Basiliche di San Pietro e San Paolo fuori le mura, per tutta la durata dell’anno 1300; questo Anno Santo si sarebbe dovuto ripetere in futuro ogni cento anni.

La durata tra ogni giubileo sarà poi sempre più accorciata a cominciare dal 1350, quando papa Clemente VI per parificare l’intervallo a quello del Giubileo ebraico, decise di accorciare la cadenza a 50 anni, in seguito fu abbassato a 33 anni da Urbano VI, collegandolo alla durata della vita terrena di Gesù, e infine ridotto a 25 anni da Paolo II. Ad oggi non mancano Pontefici che in diversi periodi storici hanno proclamato degli Anni Santi straordinari e quindi al di fuori di questa scadenza, come quello della Misericordia indetto da Papa Francesco tra 2015 e il 2016.

Il Giubileo è stato spesso giustificato come una “trovata per fare cassa” e/o per risanare le disastrate finanze pontificie, un elemento che sicuramente non va trascurato ma associato alla motivazione principale che vede la sua nascita come qualcosa di spontaneo e quindi non collegabile né a un’idea del Papa né della Curia, bensì come un’iniziativa puramente popolare.

Si narra infatti che nella notte tra l’1 e il 2 gennaio del 1300, una folla di enormi proporzioni invase la Basilica di San Pietro per acquistare l’indulgenza e ottenere il perdono completo delle colpe commesse nell’ultimo anno del secolo. Fu così che Bonifacio VIII, vedendo il continuo afflusso di pellegrini, prese in considerazione l’idea del Giubileo. Il 22 febbraio il papa si recò personalmente alla Basilica di San Pietro dove promulgò davanti a tutti l’indulgenza giubilare, facendo per la prima volta una Bolla retroattiva, che proclamava santo il centesimo anno.

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Sappiamo inoltre che questa indulgenza non venne concessa a tutti; nella bolla infatti, Bonifacio VIII ne approfittò per escludere un po’ di nemici dal novero di coloro che potevano ottenere l’indulgenza, tra questi c’erano i cristiani che commerciavano con i Saraceni, e il re Federico di Sicilia, con tutti i siciliani, soprattutto per fare un torto al nemico (Federico di Sicilia occupava il regno contro il volere della Chiesa). Anche i Colonna furono condannati ed esclusi dall’indulto, e così i loro fiancheggiatori (pubblici o occulti che fossero) finché non si fossero sottomessi alla Sede Apostolica. È evidente, che il primo giubileo rappresentasse più un’occasione di consolidamento del potere del papato che una trovata commerciale per risanare le finanze pontificie.

Oggigiorno questo percorso di fede è affrontato in modo molto diverso e con tutti i confort che la società moderna ci mette a disposizione, ma è facile immaginare che non sia sempre stato così. Ci sono infatti diversi racconti e testimonianze di questo primo Giubileo che ci raffigurano questo viaggio come una vera e propria avventura costellata di imprevisti e pericoli. Si parla di viaggi che duravano mesi, tra strade impervie, fangose, infestate dai banditi; basti pensare che molti pellegrini, prima di partire, fecero testamento non sapendo se sarebbero riusciti a completare il loro viaggio e rivedere la propria famiglia.

I viaggi dell’epoca avvenivano a dorso di mulo, o su carri, o a cavallo (per i più ricchi), ma per la maggior parte dei pellegrini questo percorso veniva affrontato per lo più a piedi. A questo si aggiunge che lungo la strada si trovavano poche locande, e quelle poche non avevano ne bagni, né acqua corrente, né riscaldamento; le camere erano sporche, maltenute, e spesso bisognava litigare per avere un posticino. Forse molti pellegrini intendevano vivere questo pellegrinaggio come nell’esperienza di Maria e Giuseppe, in viaggio per Betlemme, che finirono per rifugiarsi in una stalla perché nessuna locanda li voleva alloggiare, e tutte queste peripezie venivano associate alle “fatiche” che si dovevano intraprendere per guadagnare la remissione dei peccati.

Se abbiamo parlato di un viaggio scomodo la situazione di certo non migliorava con l’arrivo dei pellegrini nella città eterna. Dobbiamo infatti immaginarci una città molto diversa da quella di oggi, abitata perlopiù da un popolino misero e straccione, con i nobili romani che si combattevano di continuo fra di loro, e dove i monumenti antichi erano andati in rovina e nessuno li aveva più restaurati. Dobbiamo immaginarci una mole notevole di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo; dai racconti dei cronisti del primo giubileo si può ricostruire che in quell’anno la media delle presenze in città fu di circa 200.000 persone al giorno, una cifra enorme, tanto più significativa se si pensa che gli abitanti di Roma erano in quel periodo solo 35.000. In questa moltitudine di pellegrini troviamo anche delle vere e proprie celebrità dell’epoca come Cimabue, Giotto, Carlo di Valois, fratello del re di Francia, con sua moglie Caterina ma soprattutto Dante che ci ha lasciato una descrizione quasi “fotografica” della città di quei tempi durante il giubileo del 1300.

Tra le varie ipotesi a sostegno di questa tesi c’è sicuramente un passaggio nel suo più celebre poema, La Divina Commedia. Dante infatti riferisce nel suo poema (precisamente nell’inferno, 28-33) che l’afflusso di pellegrini a Roma fu tale che divenne necessario regolamentare il senso di marcia dei pedoni sul ponte di fronte a Castel Sant’Angelo: «come i Roman per l’esercito molto, l’anno del giubileo, su per lo ponte / hanno a passar la gente modo colto, che da l’un lato tutti hanno la fronte / verso ‘l castello e vanno a Santo Pietro, da l’altra sponda vanno verso ‘l monte».

L’ultimo Anno Santo ordinario è stato il Grande Giubileo del 2000, mentre il prossimo Giubileo sarà nel 2025. Mancano solo tre anni, ma se pensate di visitare Roma all’insegna della spiritualità non dovete attendere fino ad allora, potete contattarmi e prenotare uno dei miei classici tour di San Pietro e Vaticano, il mio popolare tour delle Chiese di Roma, un tour di Roma personalizzato per la destinazione turistica di vostra scelta, oppure uno dei miei classici tour e visite guidate a Roma e provincia.

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