A Mentana ancora echeggia il nome di Garibaldi e della storica battaglia del 3 novembre 1867, quando le camicie rosse, nel tentativo di liberare Roma dallo Stato Pontificio, furono sconfitte dalle milizie papali e dagli alleati francesi. Il borgo di Mentana, tuttavia, conserva testimonianze storiche molto antiche. Le sue origini certe risalgono all’inizio del Medioevo a seguito dell’abbandono dell’abitato di Nomentum. Risale all’anno 800 l’incontro a Mentana tra Carlo Magno e Papa Leone III, mentre nel 1058 il borgo fu distrutto dai Normanni. Il possesso di Mentana passò dunque ai monaci benedettini di San Paolo fuori le Mura.
Una delle testimonianze architettoniche più antiche del borgo è Palazzo Crescenzio, edificio risalente all’anno 1.000. Oggi l’elegante edificio ospita la Biblioteca Comunale e fa parte della Rete delle Dimore Storiche del Lazio. Palazzo Crescenzio è una delle testimonianze architettoniche più antiche del borgo di Mentana. Fu fatto edificare probabilmente nel X secolo d.C. dalla famiglia da cui prende il nome, sopra le vestigia di un antico forte militare che era parte integrante della sede vescovile.
Le forme attuali dell’edificio risalgono al periodo compreso tra il XVI e il XVII secolo. La facciata principale, rivolta verso Via Crescenzio, presenta prospetti semplici con due ordini di finestre con cornici in travertino. Il prospetto sul lato opposto è caratterizzato da due torri rotonde che facevano originariamente parte della cinta muraria del Castello di Mentana.
All’interno del palazzo sono conservati alcuni degli stipiti originali delle porte, un camino d’epoca e una splendida scala in travertino che conduce al piano superiore, tutti realizzati con materiali antichi di recupero. L’edificio è suddiviso su due piani e un piano seminterrato; il primo e il secondo piano ospitano le sale di lettura della biblioteca comunale, il piano seminterrato ospita un’aula scientifica e una sala conferenze, nuovo spazio multifunzionale per eventi e attività didattiche creato di recente.
Tra i principali edifici del centro storico di Mentana c’è anche da segnalare il Palazzo Borghese, edificato dagli Orsini nell’anno 1400 e sottoposto a numerosi interventi di restauro e ristrutturazione nei secoli a seguire.
Alla Rete delle Dimore Storiche del Lazio fa parte anche il Parco della Rimembranza in cui sorge l’Ara-Ossario, il monumento nazionale eretto in onore dei caduti nella battaglia tra garibaldini e truppe franco-pontificie. Il Giardino dell’Ara-Ossario Garibaldino è un vasto giardino di 3000 metri quadrati, caratterizzato da un manto erboso e alberi di pino secolari. Questo parco commemorativo è dedicato ai caduti di tutte le guerre ed è parte del percorso di visita del MuGa – Museo Garibaldino di Mentana.
Il MuGa – Museo Garibaldino di Mentana si trova nelle immediate vicinanze del Sacrario, opera di Augusto Fallani, eretto in onore dei caduti delle battaglie per la liberazione dell’Agro Romano. La sua creazione coincide con l’edificazione dell’Ara-Ossario, quando gli alberi furono piantati in omaggio ai garibaldini caduti in battaglia. Il giardino è circondato da una recinzione a forma quadrata con cancellate in ferro battuto, realizzata nel 1889. Questo luogo, noto come “I Pagliai” o “La Rocca“, fu teatro di uno degli episodi più cruenti della battaglia di Mentana del 1867, motivo per cui fu scelto per la costruzione del sacrario. Il MuGa è stato oggetto nel 2017 di un importante intervento di rinnovamento.
Il monumento-ossario conserva i resti di 90 volontari garibaldini caduti nella Campagna del 1867, con i nomi dei caduti scolpiti sui lati del monumento, tra cui i fratelli Cairoli, Giuditta Tavani Arquati e suo marito Francesco Arquati, Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti. Il parco ospita anche un cippo dedicato ai caduti del bombardamento alleato del 1944 e ai caduti nella lotta di liberazione. Il giardino offre un luogo di riflessione sulla storia e il sacrificio dei caduti per la causa della libertà e dell’unità italiana.
Ad arricchire il patrimonio storico culturale di Mentana c’è anche il Museo Civico Archeologico di Mentana e dell’Agro Nomentano (Mucam), chè ospitato all’interno dell’edificio storico denominato “Galleria Borghese”. Il museo conserva, tra gli altri reperti, un’ara con dedica a Vulcano proveniente dall’antico foro, frammenti architettonici scoperti in località Casale Santucci insieme ad una base rettangolare con rappresentazione di una processione sacra di tori, appartenenti ad un santuario extra urbano, nonché il prezioso sarcofago in marmo lunense del Carnale. Il museo ha recentemente acquisito una lastra marmorea con dedica da parte res publica nomentanorum all’imperatore Adriano, grazie alla collaborazione con l’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa D’Este di Tivoli.
L’ultima sezione del museo permette di approfondire la conoscenza della storia antica della città, attraverso un percorso nel centro storico di Mentana. L’itinerario, facilitato dall’ausilio di una mappa, permette di ammirare gli antichi pezzi in marmo provenienti da Nomentum che, oggi, abbelliscono e rendono unici i vicoli e le piazze del borgo medievale.
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