PRENOTAZIONI TOUR (+39) 329 7208181 tour@romaguidetour.it

Storie di Roma

Il blog di Fabio Salemme su RomaGuideTour.it

Itinerari Brevi su Roma in prossimità dell’Aeroporto di Ciampino

luoghi di roma

CONDIVIDI E STAMPA

Chi arriva o parte dall’aeroporto di Ciampino spesso ha a disposizione solo qualche ora a disposizione prima di partire o di prendere possesso del proprio alloggio. Questi “mini itinerari ciampinesi” sono pensati proprio per chi arriva o parte da Roma e non vuole sprecare il suo tempo sfruttando ogni minuto del proprio soggiorno a Roma o nei suoi dintorni.

Arrivando a Roma all’aeroporto di Roma Ciampino potete raggiungere agevolmente sia Roma sia i Castelli Romani; basterà uscire fuori dall’aeroporto per trovare taxi e auto a noleggio con conducente che vi possono portare a nella città eterna o nella campagna romana in soli 30 minuti (traffico permettendo). In alternativa c’è una soluzione meno dispendiosa, quella dei frequenti autobus (linea urbana 520) che collegano Ciampino con la metro A di Roma capitale e quindi con il centro di Roma. Se la vostra metà sono invece i Castelli Romani potete raggiungerli agevolmente con i bus extraurbani della linea Cotral. In entrambi casi potete anche scegliere di prendere il treno dalla stazione ferroviaria di Ciampino.

PRIMA TAPPA

Questo minitour che vi porterà nella città di Roma vi farà passare in prossimità di diversi punti d’interesse, come ad esempio l’Ippodromo delle Capannelle. Inaugurato nel 1881, ma ricostruito nel 1926, l’Ippodromo delle Capannelle ha ospitato inizialmente solo gare di galoppo, sia in piano sia in ostacoli, e successivamente vennero introdotte anche le gare di trotto, una volta realizzata una nuova pista e soprattutto dopo la chiusura di un altro celebre ippodromo romano utilizzato esclusivamente per il trotto e reso celebre dal film Febbre da Cavallo, l’ippodromo di Tor di Valle.

Non è raro che all’Ippodromo delle Capannelle si pratichino anche altre gare sportive di altro genere, come il cricket, ma è anche sede di importanti manifestazioni di intrattenimento, come spettacoli circensi e concerti musicali, ma soprattutto il Farmer’s Market che è una delle recenti realtà sostenute dall’Ippodromo Capannelle. In questo evento vengono ospitati banchi di vendita diretta dei prodotti ortofrutta a coltivazione biologica e a kilometro zero, formaggi, salumi e molto altro. L’ippodromo è immerso nella campagna romana dove si possono trovare numerose aziende agricole che hanno aderito a questa iniziativa esponendo negli spazi messi a disposizione dall’Ippodromo i loro prodotti tipici, simbolo dell’enogastronomia di Roma e della regione Lazio. Un’iniziativa che risulta di grande gradimento per agli abitanti della zona che hanno a disposizione un mercato dove trovare prodotti di grande qualità a prezzi adeguati e soprattutto coltivati nel rispetto dell’ambiente e del territorio, dove potreste fermarvi per fare una spesa o dei regali ecosostenibili.

Curiosità: il toponimo ‘’Capannelle’’ della località deriva dal fatto che nell’Ottocento in prossimità del bivio tra la via Appia Nuova e la via Appia Pignatelli esistevano due capanne caratteristiche dell’agro romano, fatte di legno e di frasche, ove i viandanti potevano trovare ristoro e bere un bicchiere di vino.

 

SECONDA TAPPA

Lasciandovi alle spalle l’Ippodromo delle Capanelle incontrerete Cinecittà, dove potrete spendere il vostro tempo visitando gli studi cinematografici che resero famoso il cinema italiano nel mondo. Gli Studi di Cinecittà sono il complesso di studi cinematografici di Roma e rappresentano il simbolo dell’industria cinematografica italiana, dove hanno lavorato molti registi e attori italiani tra questi sicuramente Federico Fellini che nel Teatro di posa Studio 5 (il più grande d’Europa) aveva la sua seconda casa. Senza dimenticare anche Sergio Leone, Roberto Benigni, Anna Magnani, Alberto Sordi, ma anche registi e attori stranieri, tra i quali Martin Scorsese e Francis Ford Coppola e tanti altri. Negli studi di Cinecittà sono stati girati più di 3.000 film, 90 dei quali hanno ricevuto una candidatura all’Oscar, premio che ben 47 pellicole girate a Cinecittà hanno vinto.

Gli studi di Cinecittà nascono probabilmente a seguito della crisi degli anni venti dell’industria cinematografica italiana messa in ombra sia dalla cinematografia americana che da quella tedesca contemporanea. Per tale motivo nel 1931 Benito Mussolini, che sosteneva fortemente l’importanza del cinema come strumento di propaganda, varò una legge volta a penalizzare le importazioni per stimolare la produzione nazionale. Infatti nel 1939 la produzione cinematografica nazionale veniva supportata dalla cosiddetta “Legge Alfieri”, che concedeva sempre più finanziamenti alle produzioni nazionali, con l’obiettivo di promuovere la produzione italiana a discapito di quella straniera. Fu così che nel 1936 vennero acquistati ben 600 000 mq lungo la via Tuscolana, i lavori procedettero velocemente tanto che dopo soli quindici mesi, il 28 aprile 1937, Mussolini inaugurò Cinecittà, un complesso composto da 73 edifici, tra cui 21 teatri di posa, centrali elettriche, uffici amministrativi e strutture di servizio, il tutto su progetto dell’architetto Gino Peressutti.

La produzione continuò anche durante la guerra fino al 1943, quando con l’armistizio di Cassibile e con la nascita della Repubblica Sociale Italiana, il cinema fascista si trasferì a Venezia nei padiglioni della Biennale e nel Cinevillaggio. Nel fattempo a Roma negli ultimi due anni di guerra, gli stabilimenti di Cinecittà vennero occupati dai nazisti che li utilizzarono come campo di concentramento per i civili rastrellati nei dintorni di Roma, fino alla liberazione di Roma, nel 1944. Quando gli stabilimenti furono requisiti dalle forze alleate, li adibirono a ricovero per gli sfollati che avevano perso la casa a causa dei bombardamenti; per sopravvivere al freddo gli sfollati bruciarono gran parte dei documenti d’archivio di Cinecittà, provocando una grave perdita dal punto di vista storico.

Negli anni ’50 avvenne l’esplosione di Cinecittà con le produzioni americane; fu in questo periodo che vennero girati grandi colossal e film che ancora oggi segnano l’immaginario collettivo come Quo Vadis? di Mervyn LeRoy e Ben Hur di William Wyler. Tale boom portò una grande competitività economica degli studi romani, ribattezzati popolarmente “Hollywood sul Tevere“, complice anche un’apposita legge che non consentiva ai produttori stranieri di esportare i guadagni realizzati in Italia, obbligandoli di fatto a reinvestire in loco.

Verso la fine degli anni ’60, con la crescita della televisione, la fine delle produzioni colossal di carattere storico e la parallela crisi dell’industria cinematografica italiana, Cinecittà perse gradualmente il primato tecnico e produttivo che aveva avuto.

Negli ultimi anni i teatri di Cinecittà hanno ospitato i set di alcune grosse produzioni americane come Il padrino – Parte III di Francis Ford Coppola (1990), Il paziente inglese di Anthony Minghella (1996), Gangs of New York di Martin Scorsese, La passione di Cristo di Mel Gibson e la serie televisiva Rome (2005-2007). Nel 2008 Cinecittà è stata messa a disposizione per le riprese del secondo episodio della 30ª stagione della serie di fantascienza britannica Doctor Who, ambientato nell’epoca di Pompei. Nel complesso, dal 2000 era presente anche una celebre “casa” della tv italiana, quella del Grande Fratello, dove fin dalla prima edizione vengono “rinchiusi” i concorrenti dell’edizione italiana del celebre reality show.

 

TERZA TAPPA

Se volete fare una passeggiata in un luogo lontano dal traffico cittadino e immerso nel verde e nella storia non potete non visitare il Parco degli Acquedotti. Il nome deriva dalla presenza di sei (degli undici) acquedotti romani e uno degli acquedotti papali (Acquedotto Felice) che rifornivano l’antica Roma. Tra questi è possibile vedere i resti degli acquedotti Anio Vetus, Marcia, Tepula, Iulia e Felice, Claudio e Anio Novus, una serie di acquedotti che potevano portare una grande quantità di acqua potabile nella città eterna con una portata quantificabile fino a 200 litri al secondo.

La zona del Parco degli Acquedotti fu destinata a verde pubblico dal piano regolatore del 1965 e negli successivi è stata espropriata e liberata dalle baraccopoli, i cosiddetti “borghetti” che si addossavano all’acquedotto Felice. Tra gli ultimi interventi di miglioramento realizzati furono l’eliminazione dei vecchi orti abusivi, il ripristino idrico e paesaggistico della Marrana dell’Acqua Mariana ed il collegamento ciclo-pedonale con l’area di Tor Fiscale.

Il Parco degli Acquedotti è stato utilizzato come set cinematografico per diverse produzioni, tra le quali le celebri La dolce vita, Mamma Roma, Il marchese del Grillo, La grande bellezza, Totò, Peppino e la… malafemmina e tanti altri classici del cinema italiano. Il parco rappresenta solo una piccola parte di ciò che resta del tratto di Agro Romano, che originariamente si estendeva senza interruzioni fino ai Colli Albani. Un parco ricco di vegetazione, tra pini e altre specie arboree, che comprende anche un laghetto che sgorga dall’acquedotto Felice dando vita a un corso d’acqua e a una cascata che ricalcano l’antica marrana dell’Acqua Mariana.

Interessati a scoprire altri aneddoti sui luoghi, i personaggi e le vicende della Città Eterna? Seguitemi nel tour di Fontane e Acquedotti di Roma, nel tour dei Castelli Romani, o in un altro dei miei tour e visite guidate a Roma e provincia.

CONDIVIDI E STAMPA