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Storie di Roma

Il blog di Fabio Salemme su RomaGuideTour.it

I bulli di Roma a Trastevere

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Spesso sentiamo parlare di bulli e di bullismo, ed oggi questo termine ha prevalentemente un accezione negativa ma oggi vi parlerò dei bulli di Trastevere a Roma, che non erano dei piantagrane ma cercavano “a loro modo” di aiutare i più deboli. Oggi vi parlerò del più famoso bullo di Trastevere, Romeo Ottaviani detto “Er Tinea” o anche “er più de Trastevere”.

Er Tinea visse a Roma a cavallo tra il 1800 e il 1900. Uomo di alta statura, era noto per la sua forza e coraggio, tanto che lo stesso nome “er Tinea” dovrebbe derivare da una corruzione dialettale della locuzione “di Enea”, nel senso di “della stirpe di Enea”, ovvero colui che discende dall’eroe troiano; altri studiosi sostengono invece che questo soprannome derivasse dall’imprecazione “Sangue d’Enea!”, molto frequente a Roma in quel periodo.

Er Tinea diventò bullo quasi per caso, si dice dopo aver difeso, nel 1898, una prostituta dalle percosse del suo protettore. Si racconta infatti un malavitoso chiamato Er Malandrinone si mise a picchiare ferocemente la donna; Romeo gli intimò di fermarsi ma alla sua richiesta seguì solo una arrogante minaccia del malvivente di prenderlo a coltellate. Romeo però, forte della sua prestanza fisica, lo atterrò a schiaffoni.

L’impresa fece sensazione ed accreditò Romeo come legittimo capo dei bulli di Roma. Romeo diventò difensore degli inermi, proteggendoli dalle violenze della criminalità comune; un azione che sembra sia stata apprezzata e riconosciuta anche dalle autorità ufficiali della pubblica sicurezza e, in particolare, dall’allora delegato di Trastevere Francesco Ripandelli. Ancora oggi nella cultura romana rimane in uso l’espressione “Ma chi sei, er Tinèa?” intesa in senso ironico, per burlarsi di atteggiamenti prepotenti e spavaldi.

L’impresa fece sensazione ed accreditò Romeo come legittimo capo dei bulli di Roma. Romeo diventò difensore degli inermi, proteggendoli dalle violenze della criminalità comune; un azione che sembra sia stata apprezzata e riconosciuta anche dalle autorità ufficiali della pubblica sicurezza e, in particolare, dall’allora delegato di Trastevere Francesco Ripandelli. Ancora oggi nella cultura romana rimane in uso l’espressione “Ma chi sei, er Tinèa?” intesa in senso ironico, per burlarsi di atteggiamenti prepotenti e spavaldi.

Interessati a scoprire altri aneddoti sui luoghi, i personaggi e le vicende di Trastevere e di Roma? Seguitemi nella mia visita guidata al Ghetto Ebraico, Trastevere ed isola Tiberina, nel tour guidato a Piazze, Palazzi e Fontane di Roma, o in un altro dei miei tour e visite guidate a Roma e provincia.

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